Quattro edizioni in cinque settimane, 60 mila copie già vendute: LA STANZA DELL’ORSO E DELL’APE di Michela Franco Celani e Patrizia Miotto (Mursia), il romanzo che racconta la tragica malattia di Amy e la lotta della sua mamma per salvarla, è diventato un caso editoriale. Patrizia Miotto, la mamma della piccola che nel romanzo è stata chiamata Amy, rompe per la prima volta il silenzio e dalla Germania dove vive attualmente dice: «Credo che questo libro abbia parlato al cuore di molte persone perché racconta un dolore vero. Il dolore per la perdita di mia figlia c’è ancora tutto. E quel dolore è una parte di me che voglio conservare e che mi appartiene fino in fondo.» La vera storia Patrizia e della sua bambina è cominciata a Merano, il 13 dicembre 1996 quando alla piccola venne diagnosticato un tumore, esattamente dieci anni dopo Mursia ha mandato in libreria il romanzo La stanza dell’Orso e dell’Ape. «I libri hanno un loro destino, quello della Stanza dell’Orso e dell’Ape era di farsi conoscere esattamente dieci anni dopo l’inizio della tragica malattia di Amy. Il libro ci è stato consegnato alla fine di ottobre. Sei settimane dopo eravamo in libreria. Contro ogni logica abbiamo proposto nel periodo festivo per eccellenza un libro che parla di un dolore indicibile: la perdita di un figlio. », dice Fiorenza Mursia, presidente della casa editrice, «.Ma i lettori hanno ritrovato nelle pagine di questo romanzo sentimenti veri: dolore, paura, disperazione, solidarietà, indifferenza, senso di impotenza, rabbia e la fede. È solo la letteratura che può aiutarci a trovare le parole per dire l’indicibile.» Il romanzo nasce dall’incontro tra Patrizia Miotto e la scrittrice Michela Franco Celani. «Nel 2002 misi un annuncio per trovare un compagno alla mia gatta persiana. Rispose Patrizia che aveva due gatti. », racconta Franco Celani, «I felini non ne hanno voluto sapere ma noi due siamo diventate amiche. Ci siamo raccontate le nostre storie e un giorno Patrizia mi consegnò un pacco di fogli chiedendomi di leggerli: erano pagine che aveva scritto durante la malattia di sua figlia. Lo strazio di Patrizia mi restò dentro. Lo sentivo mio. Ho sentito il bisogno di raccontare quella storia.”. Che è quella di Amy, una bambina di due anni alla quale viene diagnosticato un rabdomiosarcoma embrionale retroperineale. Sono i giorni prima di Natale del 1996 e per la piccola e la sua mamma sotto gli addobbi natalizi dell’ospedale non ci sono regali ma solo la tragica notizia. È l’inizio di un calvario che dura quasi un anno in stanze dai nomi teneri, come quella dell’Orso e dell’Ape, tra indifferenza e solidarietà, speranza e disperazione, malasanità e medici pietosi. |