COMUNICATI STAMPA

 

Comunicato stampa 3
26 gennaio 2007

LE STORIE DE «I CLANDESTINI DEL MARE»,
NEL LIBRO-TESTIMONIANZA DI ADA SERENI.
IN LIBRERIA

 

«Questo libro è tutto autentico: anche nel modo di raccontare. Lo si pubblica senza interventi di redazione. Il lettore ne avvertirà così la schiettezza e sarà definitivamente certo che tutto quanto Ada Sereni testimonia è vero. Anche l’inverosimile», così Guido Lopez, giornalista e amico di Ada Sereni, scriveva nella prefazione alla prima edizione de I clandestini del mare pubblicata nel 1973 che in questi giorni Mursia ripropone in libreria per il Giorno della memoria 2007. Dal libro di Ada Sereni è tratta la sceneggiatura della fiction Exodus in onda su Raiuno. Nel suo libro-testimonianza Ada Sereni racconta i meccanismi dell’organizzazione clandestina Aliàh Bet (letteralmente «seconda immigrazione») che dal giugno del 1945 al maggio 1948 operò per trasferire in Palestina, allora protettorato britannico chiuso all’immigrazione, gli ebrei sopravvissuti all’Olocausto. 75 mila ebrei, scampati alla furia nazista, riuscirono a raggiungere Erez Israel; di questi circa 25 mila partirono dalle coste italiane grazie alla rete dell’organizzazione clandestina Aliàh Bet che nel settore italiano era diretta da Ada Sereni. Fino alla pubblicazione del libro della Sereni delle operazioni dell’Aliàh Bet in Italia si conoscevano solo episodi sparsi, I clandestini del mare ebbe, tra i tanti, il pregio di raccontare il meccanismo segreto che funzionò attraverso l’Italia grazie alla fitta rete di aiuti logistici, alleanze politiche, e solidarietà umana costruita dalla Sereni. Il libro inizia con l’arrivo di Ada Sereni a Napoli. Sono i primi giorni di luglio del 1945, Ada arriva dal Cairo a bordo di un Dakota militare britannico. Aveva lasciato l’Italia nel febbraio del 1927 quando con il marito Enzo si erano trasferiti in Israele dove furono tra i fondatori del kibbutz Ghivat Brenner, nei pressi di Tel Aviv. Per la giovane signora romana, già madre di tre figli, la scelta di lavorare con l’Aliàh Bet in Italia ha anche una motivazione personale: trovare notizie del marito Enzo che nel maggio del 1944 era stato paracadutato in Italia per una missione dietro le linee nemiche. La storia umana e politica della Sereni si intrecciano in queste pagine con una grande forza narrativa. Il libro, pubblicato nella collana Libri per non dimenticare, nella quale Mursia raccoglie testimonianze e saggi sull’Olocausto e la persecuzione nazista, ha avuto numerose ristampe; in quella del 1994 l’autrice chiese di inserire una nota per ringraziare quattro persone: Luigi Ferrari, capo della polizia, Vittorio Zoppi, direttore generale degli affari politici al ministero degli Esteri, il generale Antonio Bisconti, comandante dei porti italiani e Agostino Calosi, capo del servizio informazioni della Marina.

 

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