“Ho mandato più gente per mare io, in questi anni con i miei libri, che Mussolini in vent’anni con la sua cosiddetta politica marinara”, così Ugo Mursia, uomo solitamente schivo, esprimeva il suo orgoglio per la Biblioteca del mare. La più completa e prestigiosa Collana di libri di mare, un unicum nel panorama editoriale italiano ed europeo (oltre 400 titoli tra manuali, romanzi e saggi), era il suo orgoglio e probabilmente la sezione che amava di più dell’immenso catalogo della sua Casa Editrice che ancora oggi, con oltre 4000 titoli pubblicati, è uno dei più grandi cataloghi italiani. La Biblioteca del mare era nata sull’onda della passione di Ugo Mursia per Joseph Conrad, del quale non solo curò e in parte tradusse l’opera omnia, ma fu anche meticoloso e accurato biografo. A Mursia si deve il ritrovamento del certificato di battesimo secondo il quale Konrad Korzeniowski, il vero nome di Conrad, nacque il 3 dicembre 1856 e non nel 1857 come indicato in molte biografie ufficiali. La passione per lo scrittore anglo-polacco spinse Mursia a finanziare persino una spedizione in Tasmania per recuperare la prua dell’Otago, il brigantino di Conrad, che regalò poi al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.
Ugo Mursia nacque l’8 novembre 1916 a Carini (Palermo). Il padre, originario di Caltanissetta, era un funzionario di polizia agli ordini del questore di Trapani, Cesare Mori, l’uomo che dieci anni più tardi sarebbe diventato “il prefettissimo” voluto da Mussolini per la lotta alla mafia.
L’infanzia di Ugo Mursia è siciliana, ma dopo la guerra la famiglia si trasferisce a Roma e successivamente, dopo la promozione a questore del capofamiglia, a Padova dove il futuro editore si laurea in giurisprudenza e scienze politiche.
Pubblicista, sin dal 1941 collabora con articoli di critica d’arte alla rivista “Emporium”, al settimanale “Il Bo’” e “Le Tre Venezie”. Compagno di studi di Ruggero Zangrandi (del quale avrebbe poi pubblicato Il lungo viaggio attraverso il fascismo, L’Italia tradita e La tradotta del Brennero), partecipa alla Resistenza nelle fila di Giustizia e Libertà. A Padova, alla fine della guerra, Mursia comincia a muoversi nel campo dell’editoria, “in punta dei piedi, da intellettuale di provincia” come amava definirsi.
Prima è agente librario, poi editore di alcuni testi per le scuole secondarie che uscirono sotto la sigla A.P.E. (Azienda Padana Editrice) costituita nel 1947 a Milano.
Nel 1951 acquista la Alberto Corticelli, storico marchio dell’editoria per ragazzi, nel 1955 fonde le due aziende e dà vita alla Ugo Mursia Editore. La letteratura per i ragazzi sarà un’altra delle sue passioni editoriali: pubblica in edizione integrale tutto Salgari, le edizioni originali di Verne, Kipling, scopre Giana Anguissola e Mino Milani.
Sin dall’inizio della sua attività Mursia concede poco alle mode editoriali e si concentra sulla costruzione di un catalogo completo e di alta qualità. Nel 1963 ottiene il primo grande successo commerciale con Centomila gavette di ghiaccio, il romanzo autobiografico del medico alpino Giulio Bedeschi rifiutato da diciassette editori prima che Mursia decidesse di darlo alle stampe. Prima tiratura tremila copie, a oggi ne sono state vendute più di tre milioni.
Mursia era un uomo riservato, ai limiti della timidezza; maniacale nella cura dei testi (memorabili le riunioni tra lui e Renato Prinzhofer sulle traduzioni dei testi conradiani), granitico nelle trattative con autori e agenti letterari, è stato un editore che ha lavorato dentro la Casa Editrice e ha concesso poco o niente a mondanità e salotti culturali.
Per le sue benemerenze culturali Ugo Mursia fu insignito dell’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce al Merito della Repubblica. E’ stato presidente della sezione italiana della Joseph Conrad Society.
È scomparso a Milano il 29 gennaio 1982.
La Casa Editrice che ha fondato è ora della figlia Fiorenza che ne è presidente e amministratore delegato. .
|