Anche la destra ha un’anima. Ed è turbata, disillusa ma capace di uno sguardo disincantato e ironico sui risultati politici della Seconda Repubblica.
Aldo di Lello, giornalista e scrittore, ha scelto le armi della narrativa per mettere in scena i tormenti e paradossi della politica nel romanzo ANIMA DESTRA, che Mursia manda in libreria in questi giorni.
ANIMA DESTRA è il racconto ironico, a tratti grottesco, dell’Italia degli ultimi quindici anni, vista con gli occhi stralunati di un personaggio che finisce per somatizzare la politica in una serie di fastidiose allucinazioni sonore.
La storia comincia al Meeting di Rimini del 1991 dove il protagonista, giornalista di un quotidiano “da sempre all’opposizione”, travolto dal turbinio di nuove idee - prime avvisaglie del cambiamento che di lì a poco avrebbe investito l’Italia - si ritrova improvvisamente afflitto da una fastidiosa allucinazione uditiva, un devastante Bum Bum, che lo porterà sul lettino di un analista.
Le involuzioni e i non sense della politica diventano così malattie dell’anima che perseguitano con ossessiva ricorrenza il povero giornalista che, puntualmente, a ogni cambiamento del clima politico reagisce somatizzando. Sarà così per Tangentopoli e la caduta della Prima Repubblica, sarà così per l’era Berlusconiana.
Insomma la politica raccontata come una sorta di psico-dramma, o meglio psico commedia.
“Dopo un editoriale poco consolatorio, un pamphlet irrisorio o un saggio accusatorio forse ci sarà qualche lettore che ha voglia di leggere un romanzo liberatorio, che finalmente dà voce a umori e malumori, a quel disagio esistenziale che ci provoca la politica. Anima destra non prende sul serio e non si prende sul serio. Né dispensa consigli. Rinuncia all’analisi per giocare alla psicanalisi collettiva.” dice Di Lello.
L’anima di destra che attraversa la trama di questo romanzo ricorda molto i tormenti di anime di sinistra: simile la delusione per una politica che non mantiene le promesse, per un linguaggio inutilmente involuto che dietro le parole nasconde il vuoto dei progetti, per esponenti politici più ridicoli che dannosi.
Ma, nonostante tutto, l’anima destra non è pessimista. Disincantata, disillusa certo ma con ancora la voglia di lanciarsi nella vita. Perché come dice l’analista, il dottor Brontocefalo, uno dei personaggi-guida della narrazione: «Quello che lei chiama storia non è altro che vita».
Aldo Di Lello, giornalista e scrittore, è capo del servizio cultura del «Secolo d’Italia» e autore di diversi saggi sulla globalizzazione. È fondatore e direttore della rivista «Imperi». Anima destra Di Aldo Di Lello Pagg. 252 Euro 17,30 |