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Betlemme, aprile
2002. Nella Basilica della Natività, assediata dalle truppe
israeliane, un frate, Padre O., e Tommaso, un giovane seminarista,
ritrovano nove antichi papiri. Mentre infuria la battaglia tra i
palestinesi asserragliati nella Basilica e gli assedianti israeliani,
i due religiosi iniziano la difficile opera di traduzione dei manoscritti.
Frammento dopo frammento riportano alla luce la storia di due giovani
soldati della Xa Fretensis, una delle legioni dell’esercito
romano che nel 70 d.C. assediò Gerusalemme e distrusse il
Tempio.
Così le guerre di oggi e di ieri in Terra Santa si intrecciano
nel romanzo Nella carne e nel sangue, di Fabio Magalini
(Mursia, 2007 pp. 248, 16 Euro), alla sua seconda prova
narrativa dopo L’albero dei piedi alti (Mursia, 2003).
Il romanzo trae spunto da un fatto di cronaca che ha rappresentato
una dolorosa pagina della storia del Medio Oriente e mescola con
un’originale tecnica narrativa i due piani temporali di ieri
e di oggi in un gioco di richiami e di coincidenze nel quale si
intravede la mano di una forza superiore che guida la Storia.
Le vicende dei due francescani prigionieri nel loro stesso convento
si evolvono parallelamente al resoconto redatto da un anonimo soldato
romano che, duemila anni prima, si è messo in viaggio verso
la Palestina per cercare risposte alle inquietudini della sua anima;
con lui c’è Lucio, l’amico con cui ha condiviso
gli anni dissoluti della giovinezza e un ambiguo legame d’amicizia
e di amore saldato “nella carne e nel sangue”.
Dai papiri riemerge la voce di un uomo - il cui nome verrà
svelato solo alla fine del romanzo - che folgorato dal Dio dei cristiani
alla vista del martirio di Pietro, ha attraversato il mare per andare
all’origine di quella fede di cui sente tutta la potenza e
la forza salvifica.
È l’alba della nuova religione che illumina un mondo
devastato dalla guerra, quella che padre O. e Tommaso scoprono attraverso
le parole dell’anonimo cronista e il racconto li trascina
in un vortice di passioni, di incertezze, di dolori e di fede tragicamente
simili al loro.
Un romanzo che procede con il ritmo serrato delle battaglie del
passato e del presente in un avvincente gioco di specchi in cui
si riflettono, sempre uguali, le inquietudini degli uomini alla
ricerca di Dio.
L’autore
Fabio Magalini è nato a Roma nel 1958. Dal
1995 presta servizio di volontariato internazionale. Ha operato
finora in Bosnia, Kenya, Albania, Colombia, Costa d’Avorio,
Randa, Burundi e Uganda. Con Mursia ha pubblicato L’albero
dei piedi alti (2003).
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