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“Personal computer, webcam, telefono sono
gli strumenti di lavoro di un esercito di donne che ogni giorno
si mette in rete per offrire sesso virtuale a oltre
250 mila utenti (la stima è quasi sicuramente
per difetto). Si calcola che siano migliaia le ragazze e le donne
che in Italia hanno fatto del sesso virtuale un lavoro: ad esempio
nel sito RIV, ragazze in vendita, nel giro di due
anni le iscritte sono passate da poche centinaia a oltre
3000.
Per tutte, o quasi, la regola è: “nessun contatto fisico
con il cliente”. Sesso senza limiti ma rigorosamente virtuale
e dentro gli asettici confini della rete.
Tra le fila delle camgirl, o chatterine, c’è anche
Helen. Un nickname dietro il quale si nasconde
una ragazza di 24 anni che per prima ha svelato in un libro tutti
i segreti del sesso on line. Diario di una webcamgirl edito
da Mursia (pagg. 254, euro 15,00) è un vero e proprio
reportage, senza filtri e senza ipocrisie, sul mondo del sesso on
line.
Nel 2005 Elena si lascia alle spalle una famiglia problematica e
affronta da sola il mondo. Dopo una serie di lavori precari e mal
pagati decide di rispondere all’offerta di un sito internet
e di provare a mettersi in rete con il nick Helen.
Sa poco e niente di internet, non ha dimestichezza con il computer
ma dopo qualche maldestro tentativo scopre come muoversi e come
guadagnare mostrando agli “utenti” il suo corpo. Viso
escluso.
Dopo un mese sul suo conto corrente, fino allora sempre in rosso
profondo, vengono bonificati dal sito che gestisce la chat erotica
1.200 euro guadagnati prestando ogni giorno l’immagine del
suo corpo alle fantasie più sfrenate e bizzarre dei maschi.
Elena decide di diventare Helen una camgirl a tempo pieno e i suo
guadagni salgono vertiginosamente: ogni minuto di collegamento costa
all’utente 3 euro. Helen incassa il 45%.
In pochi mesi Helen diventa una della camgirl più gettonate
della rete.
Uomini di tutti i tipi, di tutte le categorie sociali, di tutte
le età bussano al suo indirizzo email per soddisfare le proprie
fantasie.
C’è il professionista che si collega dalla camera dell’albergo
per sfogarsi en travestì, il commercialista con smanie maso,
il sindacalista che vuole dominare, il ragazzino superdotato che
non sa cosa chiedere.
Tra centinaia di volti sconosciuti a sorpresa appaiono anche quelli
di personaggi del mondo della tivù, del cinema, della radio
e dello sport. Dopo un prudente approccio mascherato qualche VIP
non resiste alla tentazione della celebrità e mostra il volto
alla stupefatta Helen che commenta “Ma questo ieri sera era
in tivù!” e poche ore dopo in chat nascosto dietro
il nick Cometa.
Le avventure di Helen in rete sono spesso tragicomiche - come non
ridere del distinto signore affetto da manie fetish che si presenta
in cam con il perizoma calato in testa o del cretino che si ammanetta
al letto sognando un incontro sado virtuale ma poi perde le chiavi?
-, sempre stupefacenti.
Difficile trarre una morale dalla storia di Elena, una ragazza insicura,
poco amata, senza risorse che ha trovato on line una nuova identità
e con essa una nuova vita. Helen, a differenza di Elena, non ha
paura e ha trovato il modo di badare a se stessa. È difficile
anche non riconoscere nelle storie descritte da Helen il gioco più
vecchio del mondo ma allo stesso tempo è impossibile non
rimarcare le differenze tra reale e virtuale.
Un libro coraggioso che solleva tante domande.
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