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Sarà
veramente il ticket anti-smog il responsabile della morte del sindaco
di Milano? Ad indagare sull’omicidio del primo cittadino,
fautore di una severa politica anti-inquinamento destinata a rivoluzionare
la vita quotidiana dei milanesi, è il cronista di nera Enrico
Radeschi, protagonista del nuovo romanzo di Paolo Roversi,
Niente baci alla francese (Mursia, pp. 224, 15,00 Euro).
Vincitore dell’edizione 2007 del Premio Camaiore per la Letteratura
Gialla con La mano sinistra del diavolo (Mursia, pp. 312,
15,00 Euro), Roversi torna in libreria con un nuovo giallo
ambientato tra Milano e Parigi, che trae spunto dai provvedimenti
contro l’inquinamento cittadino per mesi all’ordine
del giorno nelle sedute della giunta milanese. Con un finale a sorpresa.
La vicenda narrata nel romanzo ha inizio il 7 dicembre, quando il
sindaco del capoluogo meneghino viene assassinato dopo la prima
alla Scala mentre la città di Milano è paralizzata
da un gigantesco black out.
Il giornalista free lance Radeschi, squattrinato trentaduenne appassionato
di musica e computer, che frequenta il popolo della notte sfrecciando
in sella alla sua vespa gialla attraverso la Milano nera, si trova
sul luogo del delitto insieme il vicequestore Loris Sebastiani.
La pista subito seguita dagli investigatori è il malumore
creato dal piano anti-smog che sarebbe dovuto entrare in vigore
a breve per volere del sindaco. Il primo cittadino si è attirato
le antipatie di molte persone in città a causa delle pesanti
limitazioni alla circolazione imposte dal suo fervore ecologista.
Ma la stessa notte anche il sindaco di Parigi, ospite nella città
ambrosiana per discutere di un gemellaggio artistico, muore in circostanze
misteriose nella sua camera d’albergo in Galleria Vittorio
Emanuele.
In cerca di notizie per i suoi articoli, Radeschi si trova così
implicato in una sottile rete che unisce le morti dei due illustri
primi cittadini e passa attraverso centri sociali, intrighi ecologisti,
politica e interessi economici.
A fare da colonna sonora alle sue indagini sono le canzoni dell’inseparabile
i-pod, che scandiscono il ritmo serrato della narrazione suggerendo
la musica giusta per ogni capitolo.
I romanzi di Roversi raccontano storie metropolitane, dense di atmosfere
e popolate di personaggi originali, in un susseguirsi incalzante
di suspence e colpi di scena.
Paolo Roversi è nato a Suzzara, nella Bassa
mantovana, nel 1975. Dopo la maturità scientifica ha cominciato
a collaborare con riviste e quotidiani. È laureato in Storia
Contemporanea all’Università Sophia Antipolis di Nizza.
Giornalista pubblicista, vive a Milano dove lavora nel campo dell’information
technology. Dopo il romanzo d’esordio, Blue Tango (2006),
ha pubblicato con Mursia La mano sinistra del diavolo (2006), con
il quale ha vinto l’edizione 2007 del Premio Camaiore Letteratura
Gialla. Fondatore e direttore della rassegna dedicata al giallo
e al noir NebbiaGialla Suzzara Noir Festival, dirige il portale
MilanoNera (www.milanonera.com) dedicato interamente alla letteratura
gialla.
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