|
Un romanzo autobiografico che punta dritto al grande
tabù dei nostri tempi: la vecchiaia.
Nasce da una vicenda reale L’Angelo sulla credenza
(Mursia, pp. 200, 13,00 Euro), divertente e commovente
storia di una famiglia composta dal figlio sessantenne e tre vecchietti
ottuagenari che l’età e gli acciacchi hanno trasformato
in tre micidiali “canaglie” capaci di far diventare
ogni giorno una commedia dell’assurdo: la vecchia mamma con
l’Alzheimer che dialoga con un angelo immaginario seduto sulla
credenza, una presenza che finirà per diventare “di
famiglia”; il vecchio padre, reduce di Russia, che non disdegna
un goccetto ristoratore e dosi massicce di pastiglie per curare
i suoi malanni, la vecchia zia dispostica e pasticciona che infligge
a tutti micidiali piatti dalle conseguenze nefaste.
A tenere a bada le tre simpatiche canaglie c’è lui,
figlio e nipote sessantenne che davanti alla vecchiaia dei suoi
cari non si è tirato indietro e con una buona dose di sense
of humor e di amore filiale si accolla la fatica di stare accanto
ai suoi cari fino all’ultimo capitolo della loro vita anche
se gli capita di aprire il frigorifero per prendere una lattina
di birra e trovarci un paio di scarpe; di scoprire che nel bicchiere
dove è riposta la dentiera ci sia vino bianco invece di acqua;
di sorprendere una donna in carne e ossa fare due chiacchiere con
l’annunciatrice che legge il palinsesto in tv.
La scrittura di Bertolini racconta la vecchiaia con tono lieve restituendole
la sua umanità fatta di dentiere e memoria traballante ma
anche di amori temprati dai decenni che riescono a farsi largo nella
nebbia dell’Alzheimer, di piccole ribellioni, di trasgressioni
minime per riprendersi quello che il tempo ha cancellato.
«La vecchiaia è una lotta ma meglio lottare a denti
stretti, anzi, a dentiera stretta che abbandonarsi all’apatia»,
riflette il protagonista mentre la vecchia mamma canta a squarciagola
insieme al suo angelo della credenza.
In un mondo che usa con la stessa superficialità chirurgia
estetica e asettici neologismi per nascondere la vecchiaia questo
libro ha un sapore rivoluzionario perché suggerisce che l’unico
vero antidoto ai guai del tempo è l’amore e il rispetto
del patto tra generazioni, l’antico comandamento “onora
il padre e la madre”. E naturalmente anche la vecchia zia.
Fausto Bertolini è nato
a Pegognaga (Mantova) nel 1944. Dopo la laurea in Filosofia estetica
e i corsi di perfezionamento al Piccolo di Milano e al Centro Sperimentale
di Cinematografia di Roma, si è dedicato alla regia teatrale,
televisiva e cinematografica. Ha firmato per la Rai diversi servizi
e documentari. È stato assistente di Fellini (Il Casanova)
e Bertolucci (Novecento). |