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In poco più di due decenni, la Pirelli, una delle poche multinazionali
italiane, è stata ridimensionata pesantemente: chiusura delle
fabbriche, mobilità per i dipendenti, delocalizzazioni delle
produzioni, cessioni di comparti attivi.
Nel silenzio generale della politica, delle istituzioni, dei media
e persino di vertici sindacali attorno alla Pirelli si è
consumato una sorta di delitto perfetto che non ha un solo colpevole
ma molti: la proprietà prima di tutto, ma anche la politica
nazionale e locale, i media e persino il sindacato.
E’ quello che sostengono Gianmario Mocera
e Fabio Fumagalli, sindacalista il primo e delegato
sindacale il secondo, che nel libro “Chi vuole uccidere
la Pirelli?” (Mursia, pagg. 168, euro 12,00)
hanno ricostruito partendo dal 1991 le tappe di una trasformazione
che ha avuto come esito finale lo smantellamento di uno dei grandi
poli industriali del Paese.
Un libro che è allo stesso tempo racconto di vita dentro
la fabbrica e spietata analisi finanziaria e politica che squarcia
il velo di silenzio che – sostengono i due autori –
è parte integrante della strategia di “eliminazione”
della Pirelli.
Dall’uscita di scena di Leopoldo Pirelli dopo il fallimento
della scalata Continental, all’avvento di Marco Tronchetti
Provera, lo smantellamento di Pirelli-Biccoca e il bluff di Tecnocity,
fino all’operazione Telecom, finanziata di fatto con la vendita
dello storico settore cavi, i due autori hanno messo in fila, uno
dopo l’altro, i dati di bilancio, la riduzione degli organici,
le strategie dei vertici aziendali per ridurre la conflittualità,
gli errori del sindacato, persino il senso di impotenza di operai
e impiegati.
“Di fronte alla difficoltà di incidere sui destini
dell’azienda, che ormai non si decidono più nelle fabbriche
ma nei salotti della finanza internazionale, il vero rischio per
i lavoratori è la rassegnazione. La realtà è
che la mutazione del sistema produttivo impone una innovazione anche
nelle logiche sindacali e di contrattazione. Il nostro libro è
anche un contributo a questa riflessione”, dicono gli autori.
Fabio Fumagalli, nato a Milano
nel 1960, è entrato alla Pirelli nel 1981. Sindacalista dal
1987, è membro del Direttivo nazionale della Filcem, sindacato
del settore chimico e della gomma plastica, e presidente del Direttivo
milanese. È allenatore di pallacanestro e appassionato di
musica, soprattutto blues.
Gianmario Mocera è nato
a Palermo nel 1957. Nel 1983 diventa segretario della FLM di Vigevano.
Nel 1990 è responsabile delle politiche sociali e internazionali
della CGIL di Legnano. Nel 1992 è eletto nella segreteria
legnanese del sindacato tessile (Filtea CGIL), sei anni dopo passa
al sindacato della comunicazione e nel 2002 in quello dei chimici.
Nel 2004 è eletto nella segreteria della medesima categoria
(oggi Filcem CGIL), dove attualmente è responsabile del settore
chimico, della formazione e della Pirelli.
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