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Finzione e realtà
si fondono in un’avvincente storia di spionaggio sulle tracce
dello sceicco del terrore tra Europa, Afghanistan e Pakistan. Non
uccidete Bin Laden (Mursia, pagg. 408, euro 19,00), scritto
dall’ex ufficiale alpino Filippo Pavan Bernacchi,
è un giallo che indaga giochi di potere e interessi economici
che si celano dietro le maglie del terrorismo internazionale di
matrice islamica.
La vicenda ha inizio nel 2003, quando il sergente John Wilson, tiratore
scelto dei Berretti Verdi, corpo d’élite dell’esercito
americano di stanza al confine tra Afghanistan e Pakistan, sta per
eliminare Osama Bin Laden.
Ma all’ultimo istante giunge il contrordine. Una potente organizzazione
che gestisce la produzione mondiale degli armamenti ha interesse
a mantenere in vita il terrorista più ricercato del pianeta.
Si mette in moto un servizio segreto indipendente, guidato da un
agente dell’FBI e da un ex ufficiale dell’esercito italiano,
che dà vita a una caccia all’uomo in cui vengono coinvolti
anche i nostri connazionali in missione all’estero.
Se la storia è frutto di invenzione, reali sono luoghi, ambienti
e culture descritte da un esperto del settore come Pavan Bernacchi.
Impegnato in prima persona in missioni militari all’estero,
racconta il lavoro quotidiano dei nostri soldati di stanza in Afghanistan.
Il romanzo apre una finestra sul mondo afgano, rivelando difficoltà
e contraddizioni di una terra in cui, dopo la sconfitta dei talebani,
sono tornati a volare gli aquiloni. Il ruolo della donna, le differenze
con il mondo cristiano, il dramma delle mine abbandonate che continuano
a mietere vittime, soprattutto tra i bambini.
Un grande affresco sulla situazione geopolitica mondiale, sui suoi
equilibri, sui servizi segreti, sulle lobby, sulle operazioni militari
all’estero, sui finanziatori occulti. Ma è anche una
sorta di reportage sull’odierno Esercito Italiano in generale,
e sulle truppe Alpine in particolare, sul loro modo di operare e
sui compiti sopranazionali nei quali sono impegnate.
Filippo Pavan
Bernacchi è nato a Vicenza nel 1966. Ex ufficiale
degli Alpini, paracadutista e subacqueo, durante il passaggio di
grado da tenente a capitano ha partecipato a missioni di vario tipo.
Tornato alla vita civile, nel 2007 è stato eletto Presidente
Nazionale dei Concessionari FIAT. Ha al suo attivo due romanzi ambientati
tra le forze armate: La Penna dell’Aquila (1998) e Operazione
Erode (2003), e due antologie: la prima come coautore, In punta
di Vibram (2004), la seconda come curatore, DNA Alpino (2006).
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