COMUNICATI STAMPA

 

Comunicato stampa n. 15
Milano, 27 febbraio 2008

DALLA SVIZZERA ALL’ITALIA: LA RETE CLANDESTINA DELLE IDEE RISORGIMENTALI
NEL LIBRO RIFORME, RIVOLUZIONE, RISORGIMENTO UN’ANTOLOGIA DI TESTI “PROIBITI” E LA STORIA SCONOSCIUTA DELLE TIPOGRAFIE SVIZZERE DURANTE IL RISORGIMENTO ITALIANO

La presentazione alla Casa del Manzoni (via Morone, 1 - Milano)
mercoledì 27 febbraio 2008 (ore 18,00)
con Gianmarco Gaspari, Franco Masoni, Angelo Stella, Armando Torno, Marino Viganò


Elvetica, Agnelli, Veladini, Vanelli, Ruggia, Bianchi, Tipografia della Svizzera Italiana, Fiorani sono i nomi delle stamperie della Confederazione Elvetica che, dalla fine del Settecento fino alla metà dell’Ottocento, stamparono migliaia di pamphlet, libri e periodici con le tesi rivoluzionarie che avrebbero cambiato per sempre la storia politica europea e, in particolare, quella italiana.
La storia di queste tipografie e del contributo fondamentale che diedero al Risorgimento italiano è raccontata nel libro Riforme, Rivoluzione, Risorgimento, coedizione Mursia - Fondazione del Centenario della Banca della Svizzera Italiana (Pagg. 676, euro 27,00. A cura di Marino Viganò. Prefazione di Franco Masoni).
Un’antologia di testi organizzati in ordine cronologico che ricostruisce le diverse fasi risorgimentali: l’influsso della Francia costituzionale; gli albori del liberalismo; le speranze della rivoluzione in Europa; il dibattito ideologico e i piani d’azione e, infine, l’Italia tra unità e confederazione.
Napoleone Bonaparte, Joachim Lebreton, Melchiorre Gioia, Cesare Balbo, Vincenzo Gioberti, Massimo D’Azeglio, Guglielmo Pepe, Carlo Cattaneo, Niccolò Tommaseo, Giuseppe Mazzini sono alcuni degli autori più noti dei testi pubblicati nella sezione antologica che non trascura, però, intellettuali meno conosciuti il cui apporto teorico fu ugualmente rilevante.
Il movimento di idee che emerge dalle pagine dell’antologia è fuori dagli schemi rigidi e risaputi dei miti risorgimentali e riporta in luce tutta la complessità e la ricchezza del dibattito di quel periodo: programmi sulla strutturazione degli Stati; proposte sulla forma di governo; teorie sulle relazioni tra i poteri; suggestioni di riforma; proposte per il riordino della geopolitica europea.
Temi che, in molti casi, sono ancora oggi al centro del dibattito politico.
Nell’Europa dell’Ottocento le tipografie svizzere rappresentarono un singolare caso di business delle idee: la relativa libertà di stampa della Confederazione Elvetica, l’interesse economico dei tipografi, la posizione geografica favorevole fecero sì che la produzione crescesse esponenzialmente: oltre quattrocento titoli, fra libri e periodici, furono stampati dagli Agnelli; circa duecento dalla tipografia Vanelli; oltre trecentocinquanta dall’Elvetica; decine quelli della Tipografia della Svizzera Italiana. La tipografia Landi in pochi mesi di vita stampò oltre quindici titoli. Le stamperie svizzere erano imprese editoriali articolate che non si limitarono a testi “rivoluzionari” ma operarono a vasto raggio nel mercato librario dell’epoca.
I testi varcavano i confini seguendo i sentieri clandestini: sacchi di libri proibiti per i quali esisteva un vero e proprio “esercito tipografico” che ebbe anche dei caduti, come Luigi Dottesio, mazziniano, fermato a Maslianico presso Como con carte dell’Elvetica. Fu processato, condannato e impiccato a Venezia. Per il governo austriaco era un nemico che importava “armi” non meno efficaci di sciabole e moschetti. Era una guerra delle idee, quella alimentata dalle tipografie svizzere, ma pur sempre guerra.
“Il progetto di un libro sulle pubblicazione delle Tipografie elvetiche era stato di Giancarlo Vigorelli, lo scrittore e critico letterario scomparso nel 2005”, spiega Franco Masoni, presidente della Fondazione, “Un libro che si inserisce a pieno titolo nella missione della nostra Fondazione: promuovere i rapporti tra Italia e Svizzera. Questo volume riporta alla luce un antico legame. I primi tipografi erano venuti da Milano nel Ticino già nel Settecento: la minor censura consentì loro dapprima di cercare di aprire la Chiesa alle idee moderne dell'antigesuitismo, del Giansenismo, del costituzionalismo; poi di sostenere le idee d'indipendenza delle colonie americane, quindi quelle della Gran Rivoluzione francese. Idee che infiammarono fortemente i Ticinesi a dar aiuti, armi e sangue alle lotte per l'emancipazione dell'Italia dallo straniero. In queste lotte, le pubblicazioni delle tipografie ticinesi, diffuse per contrabbando, ebbero parte importante, a sostegno soprattutto delle idee repubblicane, democratiche e radicali, importanti quanto, allora, sfortunate. “

L’IMPEGNO DELLA FONDAZIONE DEL CENTENARIO - Il volume Riforme, Rivoluzione, Risorgimento, è una coedizione italo-svizzera che vede associati Mursia, storica casa editrice italiana, e la Fondazione del Centenario della Banca della Svizzera Italiana; istituita nel 1973 per il primo secolo di vita di Banca BSI, ha lo scopo di attribuire riconoscimenti in forma di premi in denaro a persone o Enti che abbiano operato a favore dello sviluppo dei rapporti italo-svizzeri, e contribuito a migliorare l’intesa e la comprensione tra i popoli di Svizzera e Italia o all’accrescimento del comune patrimonio culturale.
Nel Consiglio di Fondazione siedono: Franco Masoni (Presidente); Marco Baggiolini; Matilde Bonetti Soldati; Paolo De Santis; Valeria Galli; Giorgio Ghiringhelli; Paolo Grandi; Alfredo Gysi; Sergio Romano; Chantal Stampanoni Koeferli (segretario). Sono membri onorari Sergio Grandini e Maurizio Mattioli.
In questi anni la Fondazione del Centenario ha promosso ricerche negli archivi svizzeri con l’obiettivo di recuperare e far conoscere il contributo che, nei diversi periodi storici, la confederazione elvetica ha dato all’evoluzione della storia europea.
In particolare ha sostenuto studi di storici su Mazzini, Cattaneo, i profughi del 1898. Lo scrittore Piero Chiara curò per Banca BSI la riedizione di La Svizzera Italiana, opera fondamentale di Stefano Franscini, il personaggio amico di Carlo Cattaneo che molto influì sulla politica d'asilo del Cantone Ticino e della Confederazione dopo il 1830.
Fu sempre su proposta di Chiara, ammiratore della Svizzera dove, come Giancarlo Vigorelli, riparò dopo l'8 settembre 1943, che la Fondazione finanziò la ricerca e l'opera di Renata Broggini Svizzera, Terra d'asilo, relativa a quella ondata di "rifugiati".
Inoltre, con cadenza annuale, la Fondazione del Centenario attribuisce premi a personalità o enti che, con la loro attività, contribuiscono a promuovere i rapporti culturali tra Italia e Svizzera Italiana. Tra gli Italiani premiati: Riccardo Bacchelli, Gianfranco Contini, Dante Isella, Giovanni Spadolini, Vittore Branca, Carlo Bo, Giancarlo Vigorelli, Arturo Colombo, Enrico Decleva, Carlo Bertelli.

Per informazioni. Ufficio stampa Mursia 02 67378502 - 02 67378515 - press@mursia.com