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Elvetica,
Agnelli, Veladini, Vanelli, Ruggia, Bianchi, Tipografia della Svizzera
Italiana, Fiorani sono i nomi delle stamperie della Confederazione
Elvetica che, dalla fine del Settecento fino alla metà
dell’Ottocento, stamparono migliaia di pamphlet, libri e periodici
con le tesi rivoluzionarie che avrebbero cambiato per sempre la
storia politica europea e, in particolare, quella italiana.
La storia di queste tipografie e del contributo fondamentale che
diedero al Risorgimento italiano è raccontata nel libro Riforme,
Rivoluzione, Risorgimento, coedizione Mursia - Fondazione
del Centenario della Banca della Svizzera Italiana (Pagg. 676, euro
27,00. A cura di Marino Viganò. Prefazione di Franco Masoni).
Un’antologia di testi organizzati in ordine
cronologico che ricostruisce le diverse fasi risorgimentali: l’influsso
della Francia costituzionale; gli albori del liberalismo; le speranze
della rivoluzione in Europa; il dibattito ideologico e i piani d’azione
e, infine, l’Italia tra unità e confederazione.
Napoleone Bonaparte, Joachim Lebreton,
Melchiorre Gioia, Cesare Balbo,
Vincenzo Gioberti, Massimo D’Azeglio,
Guglielmo Pepe, Carlo Cattaneo,
Niccolò Tommaseo, Giuseppe Mazzini
sono alcuni degli autori più noti dei testi pubblicati nella
sezione antologica che non trascura, però, intellettuali
meno conosciuti il cui apporto teorico fu ugualmente rilevante.
Il movimento di idee che emerge dalle pagine dell’antologia
è fuori dagli schemi rigidi e risaputi dei miti risorgimentali
e riporta in luce tutta la complessità e la ricchezza del
dibattito di quel periodo: programmi sulla strutturazione
degli Stati; proposte sulla forma di governo; teorie sulle relazioni
tra i poteri; suggestioni di riforma; proposte per il riordino della
geopolitica europea.
Temi che, in molti casi, sono ancora oggi al centro del dibattito
politico.
Nell’Europa dell’Ottocento le tipografie svizzere
rappresentarono un singolare caso di business delle idee:
la relativa libertà di stampa della Confederazione Elvetica,
l’interesse economico dei tipografi, la posizione geografica
favorevole fecero sì che la produzione crescesse esponenzialmente:
oltre quattrocento titoli, fra libri e periodici, furono stampati
dagli Agnelli; circa duecento dalla tipografia Vanelli; oltre trecentocinquanta
dall’Elvetica; decine quelli della Tipografia della Svizzera
Italiana. La tipografia Landi in pochi mesi di vita stampò
oltre quindici titoli. Le stamperie svizzere erano imprese editoriali
articolate che non si limitarono a testi “rivoluzionari”
ma operarono a vasto raggio nel mercato librario dell’epoca.
I testi varcavano i confini seguendo i sentieri clandestini: sacchi
di libri proibiti per i quali esisteva un vero e proprio “esercito
tipografico” che ebbe anche dei caduti, come Luigi Dottesio,
mazziniano, fermato a Maslianico presso Como con carte dell’Elvetica.
Fu processato, condannato e impiccato a Venezia. Per il governo
austriaco era un nemico che importava “armi” non meno
efficaci di sciabole e moschetti. Era una guerra delle idee, quella
alimentata dalle tipografie svizzere, ma pur sempre guerra.
“Il progetto di un libro sulle pubblicazione delle Tipografie
elvetiche era stato di Giancarlo Vigorelli, lo
scrittore e critico letterario scomparso nel 2005”, spiega
Franco Masoni, presidente della Fondazione, “Un
libro che si inserisce a pieno titolo nella missione della nostra
Fondazione: promuovere i rapporti tra Italia e Svizzera. Questo
volume riporta alla luce un antico legame. I primi tipografi erano
venuti da Milano nel Ticino già nel Settecento: la minor
censura consentì loro dapprima di cercare di aprire la Chiesa
alle idee moderne dell'antigesuitismo, del Giansenismo, del costituzionalismo;
poi di sostenere le idee d'indipendenza delle colonie americane,
quindi quelle della Gran Rivoluzione francese. Idee che infiammarono
fortemente i Ticinesi a dar aiuti, armi e sangue alle lotte per
l'emancipazione dell'Italia dallo straniero. In queste lotte, le
pubblicazioni delle tipografie ticinesi, diffuse per contrabbando,
ebbero parte importante, a sostegno soprattutto delle idee repubblicane,
democratiche e radicali, importanti quanto, allora, sfortunate.
“
L’IMPEGNO DELLA
FONDAZIONE DEL CENTENARIO - Il volume Riforme, Rivoluzione,
Risorgimento, è una coedizione italo-svizzera che
vede associati Mursia, storica casa editrice italiana,
e la Fondazione del Centenario della Banca della Svizzera
Italiana; istituita nel 1973 per il primo secolo di vita
di Banca BSI, ha lo scopo di attribuire riconoscimenti in forma
di premi in denaro a persone o Enti che abbiano operato a favore
dello sviluppo dei rapporti italo-svizzeri, e contribuito a migliorare
l’intesa e la comprensione tra i popoli di Svizzera e Italia
o all’accrescimento del comune patrimonio culturale.
Nel Consiglio di Fondazione siedono: Franco Masoni (Presidente);
Marco Baggiolini; Matilde Bonetti Soldati; Paolo De Santis; Valeria
Galli; Giorgio Ghiringhelli; Paolo Grandi; Alfredo Gysi; Sergio
Romano; Chantal Stampanoni Koeferli (segretario). Sono membri onorari
Sergio Grandini e Maurizio Mattioli.
In questi anni la Fondazione del Centenario ha
promosso ricerche negli archivi svizzeri con l’obiettivo di
recuperare e far conoscere il contributo che, nei diversi periodi
storici, la confederazione elvetica ha dato all’evoluzione
della storia europea.
In particolare ha sostenuto studi di storici su Mazzini, Cattaneo,
i profughi del 1898. Lo scrittore Piero Chiara curò per Banca
BSI la riedizione di La Svizzera Italiana, opera fondamentale
di Stefano Franscini, il personaggio amico di Carlo Cattaneo che
molto influì sulla politica d'asilo del Cantone Ticino e
della Confederazione dopo il 1830.
Fu sempre su proposta di Chiara, ammiratore della Svizzera dove,
come Giancarlo Vigorelli, riparò dopo l'8 settembre 1943,
che la Fondazione finanziò la ricerca e l'opera di Renata
Broggini Svizzera, Terra d'asilo, relativa a quella ondata
di "rifugiati".
Inoltre, con cadenza annuale, la Fondazione del Centenario attribuisce
premi a personalità o enti che, con la loro attività,
contribuiscono a promuovere i rapporti culturali tra Italia e Svizzera
Italiana. Tra gli Italiani premiati: Riccardo Bacchelli, Gianfranco
Contini, Dante Isella, Giovanni Spadolini, Vittore Branca, Carlo
Bo, Giancarlo Vigorelli, Arturo Colombo, Enrico Decleva, Carlo Bertelli.
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