Comunicato stampa n. 20 - Marzo 2008

 

I CATTOLICI E IL NAZISMO: LA BIOGRAFIA DI GERLICH, GIORNALISTA TEDESCO CHE PAGO’ CON LA VITA L’OPPOSIZIONE A HITLER .
IN LIBRERIA “UN GIORNALISTA CONTRO HITLER. FRITZ MICHAEL GERLICH (1883-1934)” (MURSIA)

 

30 giugno 1934, campo di concentramento di Dachau: Fritz Michael Gerlich, giornalista tedesco, cattolico impegnato, uno dei primi avversari di Hitler e del nazismo, muore a poche ore dalla “Notte dei lunghi coltelli”, pagando con il sangue la sua eroica opposizione.
La sua biografia e i suoi scritti, ricostruiti da Ovidio Dallera e Ilsemarie Brandmair in “Un giornalista contro Hitler. Fritz Michael Gerlich (1883-1934)” (Mursia, pp. 272, euro 18,00), smentiscono le accuse di scarsa reazione, se non di vera e propria connivenza con il nazifascismo, spesso rivolte al mondo cattolico tedesco.
Il volume fa luce su una pagina poco conosciuta della Resistenza tedesca, mostrando come l’opposizione al nazionalsocialismo non fu prerogativa di socialisti e comunisti.
Nato a Stettino nel 1883, Gerlich fu direttore del principale quotidiano della Germania meridionale negli anni Venti. Cattolico praticante e conservatore moderato, intuì i pericoli connessi all’astro nascente di Hitler e fu uno dei primi oppositori del nazionalsocialismo ben prima che il Führer prendesse il potere nel 1933.
Strumento della sua lotta furono le colonne del giornale «Der gerade Weg», da lui fondato (1932) e diretto con l’intento di mostrare al suo Paese “la retta via” nella convinzione che “essere pubblicista significa riconoscere la verità e promuoverne la vittoria”.
Gerlich difese il diritto naturale, premessa irrinunciabile per la libertà e la democrazia, contro la ragion di Stato, considerata un pericolo mortale per la democrazia.
Riteneva che il nazionalismo, già disastroso in passato per la Germania, in combinazione con la nascente ideologia nazionalsocialista sarebbe stato una rovina non solo per il suo Paese, ma per l’Europa intera.
Dopo aver visto chiudere il suo giornale nel 1933, Gerlich fu tratto in arresto e assassinato nel campo di concentramento di Dachau nel 1934.
“La sua eredità – sostiene Franz Herre che firma la prefazione – resta a indicare la strada per la Germania e per l’Europa. Gerlich aveva auspicato l’integrazione europea come baluardo per libertà e pace, e certo il suo messaggio troverà consenso e interesse anche nell’odierna Italia europeista”.

Ovidio Dallera, dirigente ministeriale, ha svolto funzioni di addetto scolastico in Germania e in Svizzera presso le nostre ambasciate. È stato docente di Lingua latina presso l’Università Cattolica di Milano. Autore di varie pubblicazioni, ha fra l’altro diretto per Rizzoli la collana I grandi Imperi (1978). Nella BUR ha curato La consolazione della Filosofia di Severino Boezio (1977 e 2005).

Ilsemarie Brandmair è docente di Cultura e Civiltà dei Paesi di Lingua tedesca presso la sede di Brescia dell’Università Cattolica, dove ha anche insegnato Storia della Lingua tedesca e Linguistica tedesca. È autrice e curatrice di varie pubblicazioni in ambito di Linguistica, di Storia della Lingua tedesca e di Storia.


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