Comunicato stampa n. 22                                                                                              Aprile 2008

TRA NOIR E STORIA: IN LIBRERIA “CONGIURA” DI DAVIDE MOSCA, IL ROMANZO SULL’INTRIGO POLITICO PIU’ FAMOSO DELL’ANTICHITA’.

La “Congiura” a cui si riferisce il titolo del nuovo romanzo di Davide Mosca (Mursia, pagg. 408, euro18,00) è la più famosa di tutti i tempi, la congiura di Catilina sulla quale, ancora oggi, gli storici si arrovellano: vero tentativo rivoluzionario, come ha tramandato Cicerone, o uno dei tanti episodi della lotta politica della Roma del I secolo a. C.?
Nelle zone d’ombra che avvolgono questa vicenda storica Davide Mosca ha costruito un avvicente romanzo noir mandando in campo ad indagare un disincantato detective: Mamerco Mamilio, detto Frangipatti, o Fischione oppure Conto aperto, tanto per non lasciare dubbi sulla sua inaffidabilità che gli è costata, per mano di Cicerone, un duro esilio nelle paludi di Ostia.
Ma è proprio l’arpinate a richiamarlo dall’esilio per affidargli l’incarico di indagare su una congiura che avrebbe attraversato la città: ignoti volevano uccidere i consoli Cotta e Torquato. Cicerone vuole infatti compiere un’impresa che lo renda famoso quanto i generali che scorrazzano per l’Europa, e l’incauto Mamerco sarà il suo strumento.
Mamerco si piega riluttante  alle richieste di Cicerone e avvia un’indagine che comincia a Tarragona, dal governatore di Spagna Pisone, e finirà per incappare nelle trame di Catilina dietro le quali si intravedono coloro che di lì a poco diventeranno i padroni di Roma: Cesare, Pompeo Crasso.
Davide Mosca ha tentato un esperimento interessante: ha saputo coniugare una sapiente e accurata ricostruzione della temperie storica con atmosfere e sensibilità moderne sorprendentemente adatte a ritrarre l’antichità classica, quasi che la Roma di quei tempi possa uscire dalla censura levigata ed elegante dei libri di storia per farsi viva e pulsante.  
Mamerco è un Marlowe ante-litteram appena poco più lurido e inquieto, ma paradossalmente più colto e profondo, il mellifluo e pingue Cicerone è l’antesignano del politico spregiudicato e mediocre in tutto tranne che nella capacità di parlare, Catilina è l’idealista nelle mani di un misterioso burattinaio.
Il romanzo non è solo un’accattivante e plausibile ricostruzione della congiura di Catilina, ma anche un giallo di grande tensione che si dipana tra i lupanari e il Senato di Roma, tra il sangue e l’amore mercenario, tra il gioco d’azzardo e i sicari in un racconto teso e ricco di colpi di scena che alla fine svelerà il vero responsabile del fallimento della congiura.

Davide Mosca, nato a Savona nel 1979, è laureato in Storia antica e vive a Milano. Impegnato nel mondo dell’editoria, ha esordito nella narrativa nel 2001 con Le parole che cadono nel vuoto non fanno rumore. Con Mursia ha pubblicato Silla. Il figlio della fortuna (2003) e Silla imperator (2006).

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