Comunicato stampa n. 24 Aprile 2008
L’ITALIA DEI DELITTI: una task force di cronisti riapre
I CASI ITALIANI IRRISOLTI degli ultimi cinquant’anni
PER LA NUOVA SERIE DI LIBRI MURSIA
Una vera e propria mappa sociologica del crimine è quella che emerge dalla nuova collana GIALLI ITALIANI IRRISOLTI che Mursia manda in libreria in questi giorni. Regione per regione vengono riportati alla luce i grandi casi irrisolti degli ultimi cinque decenni.
Ai delitti lombardi e a quelli toscani sono dedicati i primi due volumi della serie diretta da Gabriele Moroni, inviato speciale de «Il Giorno», che nel presentare il progetto editoriale dice: “Esiste una sorta di geografia sociale del crimine. Il movente economico, la contesa per la «roba», è una costante di molti gialli lombardi, mentre passione e mistero prevalgono nei delitti toscani, che nascondono spesso torbidi retroscena. Ci siamo occupati di delitti fuori dalla criminalità organizzata, casi giudiziari ancora aperti che dicono molto dei contesti sociali in cui sono stati generati.”
Secondo il rapporto Eures 2007 il primato degli omicidi commessi in famiglia spetta alla Lombardia (48,2% dei casi), dove il movente passionale passa in secondo piano rispetto a liti e dissapori. Seguono il Sud (31,8%) e il Centro (20%), in cui prevalgono gli omicidi entro le mura domestiche, ma sono in forte crescita quelli tra vicini (+150%).
“Per denaro e per amore. Misteri lombardi, omicidi senza colpevoli” (Mursia, pp. 192, 14,00) di Gabriele Moroni e “Undici delitti in attesa di verità” (Mursia, pp. 192, 14,00 euro) di Mario Spezi, cronista de «La Nazione», sono i primi due volumi: dal delitto di Suor Domitilla (Firenze, 1961) alla strage della famiglia Scabini a Montù Beccarla (1967), dal controverso caso di Angel il Vendicatore (Pisa, 2006), condannato negli anni Settanta per l’omicidio di una prostituta che ora si autoaccusa di altri quattro delitti, all’indagine sulla morte di Chiara Bariffi (Bellano, 2002) che proprio in questi giorni ha avuto nuovi sviluppi.
“Secondo l’Eures il 35% dei delitti commessi in Italia rimane senza colpevole. E’ la percentuale più alta tra i grandi Paesi europei. – spiega Moroni – Il tempo è il miglior alleato degli assassini impuniti, crediamo che anche libri come questi possano contribuire a rompere l’oblio.”
Nella classifica nazionale gli omicidi commessi tra parenti, amici e conoscenti (51,5%) superano quelli legati alla malavita e alla criminalità organizzata. Dal rapporto Eures emerge che i delitti volontari avvengono prevalentemente in ambito familiare (31,7%).
I LIBRI
“Undici delitti in attesa di verità” (Mursia, pp. 192, 14,00 euro) di Mario Spezi.
“Città e terra perfette per omicidi, Firenze e la Toscana. Nelle loro storie nere s’incontrano i loro personaggi di sempre, mischiati nella morte come nella vita: nobili e baldracche, suore e artisti, omosessuali e osti, fattucchiere e borghesi”, così Mario Spezi scrive nell’introduzione al volume che ha curato in cui vengono ricostruiti undici delitti. Il cronista rilegge il caso di Maria Luigia Redoli, la cosiddetta “Circe della Versilia” accusata di aver assassinato a coltellate il marito con l’aiuto del giovane amante nella villetta di Forte dei Marmi (1989). E ancora: l’omicidio di Alessandra Vanni, giovane e bella tassista strangolata a bordo del suo “Siena 22” dietro il cimitero di Castellina in una strana vicenda in cui il numero 2 ricorre come in una macabra cabala (1997), e la torbida storia di Alvise Nicolis di Robilant, trovato morto nel salone della sua dimora, il rinascimentale palazzo Rucellai (1997) e le cui indagini sembrano erroneamente condurre a una pista gay.
Mario Spezi, per due decenni cronista giudiziario, attualmente collabora per le pagine culturali della «Nazione» e con «Il Resto del Carlino» e «Il Giorno». Si è occupato dei maggiori fatti di cronaca nazionali tra gli anni Settanta e Novanta: dai sequestri dell’Anonima sarda in Toscana al terrorismo rosso e nero, dalla P2 a Ustica, dal Mostro di Firenze ai grandi processi di Mafia. Ha lavorato per il «New Yorker», l’«Espresso», l’«Europeo», il giapponese «Brutus», nonché per la televisione americana NBC, per la Rai (Chi l’ha visto?, Notti blu) e per Mediaset. È autore dei romanzi Il violinista verde (1996), Il passo dell’orco (2003) e Dolci colline di sangue (2006) scritto con Douglas Preston.
“Per denaro e per amore. Misteri lombardi, omicidi senza colpevoli”(Mursia, pp. 192, 14,00) di Gabriele Moroni.
Eros e Thanatos, amore e morte, ma soprattutto motivi economici s’intrecciano nei crimini commessi nelle città lombarde, sulle colline dell’Oltrepò e in riva ai laghi che Gabriele Moroni racconta nel suo libro.
Tra i casi esaminati un delitto le cui indagini hanno avuto recentemente una svolta: la morte di Chiara Bariffi, inabissatasi con la sua auto nel lago di Como nel 2002 e ritrovata tre anni dopo grazie alle indicazioni di una sensitiva. Nel 1967 nella cascina Bernardini di Montù Beccaria Alberto Scabini, accusato di aver ucciso con un insetticida il fratello, la madre, una cugina e l’amica della nipote per accaparrarsi l’eredità, viene trovato morto, avvelenato dalla stessa sostanza; Simonetta Ferrero trova la morte nei bagni dell’Università Cattolica in un sabato di luglio del 1971; nell’agosto del 1993 la ventitreenne Laura Bigoni viene uccisa a coltellate nella casa di vacanza a Clusone (BG), delitto per il quale il fidanzato viene condannato in primo grado e poi assolto con piena formula in appello.
Gabriele Moroni, inviato de «Il Giorno», ha seguito i più importanti casi di cronaca degli ultimi anni. È autore di numerosi libri fra cui Fausto Coppi Uomo solo, Cronista in Calabria, Guerra alla droga: colpevole rinuncia, Ustica: la tragedia e l’imbroglio e ha curato l’autobiografia di Graziano Mesina, Io, Mesina. Con Mursia ha pubblicato Le Bestie di Satana. Voci dall’Incubo (2006).
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