Graffiti 


L'albero dei piedi alti
di Fabio Magalini

L'esercito regolare, i banditi karimojong, i ribelli del Lord's Resistance Army, le bande dei bambini soldato, la guerra, i campi profughi. È l'Uganda dove si muove Pietro, un volontario italiano il cui destino incrocia quello dei fratelli Oboke Owen, Charlie e Lester. Una storia africana raccontata all'ombra dell'albero dei piedi alti.

"Delle volte, inizio a fare confusione tra sogno e realtà. Come l'altra notte quando mi sembrava di camminare per il campo addormentato, con un ombra furtiva. Ero condotto dalla guardia grossa di nome Virgilius.Eravamo diretti verso la fonte dell'incubo.
L'albero era quasi spoglio. I suoi rami intrecciati, compatti, si stagliavano contro il chiarore della notte. Dai rami pendevano delle cose. Non si capiva bene. C'era una puzza terribile attorno.
La guardia pescò in una tasca e cacciò fuori una grossa torcia. Poi l'accese, tenendola rivolta in basso.
Guardai il soldato, stupito. Era pazzo? Nel campo a quell'ora di notte, con il coprifuoco? Lui e un detenuto?
- Spegni quella luce, imbecille - gli ordinai sottovoce - Così ci vedono tutti!
- Non ti devi preoccupare - rispose con quel sorriso vuoto.
- Noi qui... siamo invisibili, poi aggiunse.
Allora lentamente alzò la mano con la torcia, puntandola verso l'albero"


RASSEGNA STAMPA

  • La storia dei due fratelli ugandesi, Charlie e Lester Oboke Owen, divisi dalla guerra salvati dall’innocenza, è un racconto è inteso e drammatico dall’inizio alla fine (Famiglia Cristiana)
  • Un romanzo che ci apre gli occhi sulle verità di un frammento di universo (Alberto Bevilacqua)
  • MISNA

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