DOVER
BEACH
Di Luca di Fulvio
Un
delitto costruito come un'azione teatrale, simboli oscuri sul corpo di un
uomo ucciso con un rituale inesplicabile, l'azione omicida annunciata da
una telefonata.
Per l'ispettore Giacomo Amaldi, ancora scosso dai delitti de L'Impagliatore,
è tempo di tornare al lavoro.
Un altro serial killer si aggira in una città in dissolvimento e marcia
seminando il suo cammino di cadaveri: quattro le vittime, ma forse nessuna
di loro era veramente innocente.
Dover beach, locale equivoco dove si raccoglie un'umanità violenta e
violentata, è il centro di una storia con atmosfere gotiche che fa
piombare il lettore in un vero e proprio incubo. Niente gli è
risparmiato: il viaggio nella mente di bambini/adulti privati di ogni
innocenza, l'incontro con un mondo di perversioni, la crudeltà
travestita, il Male in tutte le sue angoscianti manifestazioni.
Amaldi naviga tra cadaveri martoriati e insidie burocratiche con il suo
grigio candore cercando di trovare il filo che lega i quattro cadaveri.
Una scrittura tesa, un intreccio che non dà pace, un incubo di inchiostro
di altissima tensione poetica, una fiaba horror.
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