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LA MIA ERBA È SUL DON
Di Giulio Bedeschi

È l’opera della maturità di Giulio Bedeschi, autore del celeberrimo Centomila gavette di ghiaccio. In questo romanzo la vena memorialistica si incrocia con la creazione letteraria in una storia dove convivono presente e passato. 
La voce narrante è quella di un alpino, ex ufficiale della Julia, che negli anni Sessanta, ormai affermato professionista, viene avvicinato da una donna che si rivelerà essere la vedova di Lino Bellaviti, un suo caporal maggiore che, durante la ritirata di Russia, venne salvato da morte certa da un altro militare rimasto sempre sconosciuto. Bellaviti, in punto di morte ha disposto un generoso lascito al suo salvatore.
L’ex ufficiale accetta di provare a rintracciare lo sconosciuto e inizia una ricerca che in due anni lo porterà a incontrare vecchi commilitoni, a rivivere i momenti tragici della disfatta dell’Armir, ma anche a riscoprire la straordinaria ricchezza umana di quel periodo tragico. Uno ad uno, come in una galleria della memoria, riemergono i compagni della campagna di Russia e con loro storie di reduci che l’esperienza della guerra ha segnato in modo indelebile.
E la memoria del conflitto passato si scontra con i nuovi conflitti: non guerre di eserciti ma scontri tra vecchie e nuove generazioni. È l’Italia della contestazione quella in cui vivono i reduci dell’Armir spesso incapaci di comprendere e di accettarre i comportamenti di giovani che non hanno visto e vissuto la guerra.
Un libro che ha attraversato idealmente cinquant’anni di storia italiana e che ora si offre a nuovi lettori.
È una nuova edizione rivista e corretta sulla base di appunti e riflessioni lasciati da Giulio Bedeschi. 


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