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IL PAESE DEI SOTTANI
di Enza Tata

 

 

 

Maria nasce alla fine dell'Ottocento «in un grigio giorno di pioggia, e questo non piacque a sua nonna, perché non le sembrava di buon augurio». E infatti non sarà facile la vita di Maria destinata a un'esistenza di ignoranza e di lavoro duro.
Una saga famigliare che ci precipita in un mondo contadino, nel Sud violento e superstizioso, moralista e fiero. Un romanzo «verista» capace di mettere in scena, oltre al dramma della protagonista, una corona di personaggi che tratteggiano un mondo: il prete e la sua amante, l'ingenua Irene e il suo seduttore, la madre disgraziata e l'arcigna nonna.

«Riponendo tutto con esagerata cautela nella valigia di cartone, Maria si asciugava col dorso della mano le lacrime che le scorrevano sulle guance senza un singhiozzo, e non avrebbe saputo neanche dire esattamente perché. Aveva voglia di ritornare al paese, sì che ne aveva. Voleva rivedere i vicoli stretti, i lampioni con la parca luce all'acetilene, voleva lasciarsi inebriare dagli odori di cucina che si riversavano nelle strade dalle porte dei sottani, quelle case anguste che stanno a livello della strada, in Puglia, con tutta la vita che si svolgeva nel vicolo. Sentiva il sapore delle fave coi cardoni per Santa Lucia e del sugo rosso cupo della domenica fatto col lardo battuto, che il solo odore faceva risuscitare i morti...»

L'Autore


Enza Tata è nata a San Severo (Foggia). È laureata in giurisprudenza e per anni ha esercitato la professione forense a Milano. Attualmente si dedica all'insegnamento di materie giuridiche presso le scuole superiori, dove tiene un laboratorio teatrale per gli studenti. Questo è il suo primo romanzo.

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