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CAFFÈ DI TAMERDi Diego Brasioli Questo veloce racconto di Diego Brasioli è la storia di Dori Goldman, che nel 1963 si trasferisce dall’America a Gerusalemme, in un «quartiere di arabi ed ebrei dove in fondo non vi erano mai state fratture», e della sua tenace amicizia per Tamer Hammoud, un arabo proprietario di un modesto caffè: amicizia che, come riferisce il giornale facendo il conteggio dei morti dell’Intifada, gli costerà la vita. Per i figli di Tamer, Goldman diviene semplicemente Ammo (zio) Dori e i rapporti tra le due famiglie si fanno sempre più solidi e intensi: non sorprende quindi nessuno che al pranzo di nozze di Margolit – figlia di Dori e «neosionista» accesa – sia stato riservato un tavolo per gli amici palestinesi. La punizione riservata a Goldman sembra ancora più assurda se si tiene conto che egli «mai rinunciò» al passaporto americano… e «mai prese quello israeliano». L’amicizia resiste anche nei giorni più caldi della seconda Intifada, quando nel quartiere misto di confine tra la Gerusalemme ebraica e quella araba «i nemici presero l’abitudine quotidiana di spararsi da una parte all’altra». |
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L'Autore |
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| Diego Brasioli è nato a Roma nel 1961. Diplomatico di carriera attualmente vive a Beirut dove è in servizio presso l’Ambasciata d’Italia. | |
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