Grande Universale Mursia


IL CONTE DI MONTECRISTO
di Alexandre Dumas

 

Euro 16,90
Codice 21615Y
EAN 978 88-425-3569

L’amore, il tradimento,
la vendetta, il perdono.
Il conte di Montecristo
è il romanzo più avvincente
che sia mai stato scritto .
Scritto nel 1844, questo romanzo ha per protagonista il giovane ufficiale di marina mercantile Edmond Dantès che alla vigilia delle sue nozze con Mercedes, vittima di un complotto, viene arrestato e rinchiuso nel castello d’If dove resta quattordici anni. Gli accusatori sono Danglars e Morcerf, il giudice che lo imprigiona è Villefort. Durante la reclusione incontra l’abate Faria, uno strano individuo che gli rivela l’esistenza di un tesoro nascosto nell’isola di Montecristo. Alla morte dell’abate Dantès riesce a evadere sostituendosi al suo cadavere nel sacco usato come bara e gettato in mare. Una volta in acqua si libera e raggiunge l’isola di Montecristo dove si impossessa del tesoro e prende il titolo di conte di Montecristo. Attraverso un’incredibile serie di vicende, colpi di scena e travestimenti, si vendica di tutti i suoi nemici. Alla fine salpa alla volta dell’Oriente in compagnia della dolce Haydée.

L'Autore


Alexandre Dumas nacque a Villers-Cotterêts nel 1802. Rimasto orfano del padre, un generale napoleonico di origine mulatta, fu costretto, ancora adolescente, a lavorare come scrivano presso un notaio. Trasferitosi a Parigi, divenne di colpo celebre facendo rappresentare il suo primo dramma romantico, Enrico III e la sua corte. Da allora intensificò la sua attività di autore drammatico aiutato da una folta schiera di collaboratori. Nel 1844 pubblicò I tre moschettieri, prima parte della trilogia che comprende Vent’anni dopo (1845) e Il visconte di Bragelonne (1850). Incoraggiato dal successo e assillato dal bisogno di denaro, scrisse un gran numero di romanzi storici: La regina Margot (1845), Il conte di Montecristo (1846), La collana della regina (1850). Seguì Garibaldi in Sicilia, e all’impresa garibaldina dedicò Le memorie di Garibaldi (1860) e I garibaldini (1861). Morì a Puys nel 1870.


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