| Hanna S. |
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FARFALLA Dieci
racconti di una che l’amore lo sa fare, e lo fa, sul serio, fino al
limite, oltre il limite. CHI
È HANNA S. E PERCHÉ SI PARLA TANTO DI LEI?
Diciamo
che un fantasma, anche se ha i tacchi a spillo e la quinta misura, sta
per entrare in libreria. Dice di chiamarsi Hanna S. e scrive, centellinandoli,
racconti stracolmi di sesso e ironia. Il suo editore, MURSIA, la descrive
di media statura, bruna, vicina alla cinquantina, ancora molto bella,
di bellezza meridionale ( una bisnonna era sudamericana). Dolce di
aspetto e di modi, apparentemente poco adatta a interpretare e riferire
le ossessioni e i fremiti erotici delle 150 pagine del suo libro - bloccò
la digestione e molto altro al marito annunciandogli alcuni anni fa
che voleva piantarlo - quando si lascia andare perde ogni controllo,
ogni freno, e ci apre il diario della sua vita , anche i più
intimi minimi particolari, senza reticenze né pudori. Ma non
perde mai se stessa. Perché c’è sempre l’ironia a salvarla.
Nata in
una piccola città di provincia dell’Italia del Nord, dove si
è laureata in filosofia, Hanna ha oggi 48 anni. Cominciò
a lavorare come supplente di Lettere in una scuola superiore della sua
città. Ma per l’abbigliamento troppo succinto, i voti alti a
tutti, la scarsa disciplina, è più volte ripresa dal preside,
che non le rinnova il contratto. Al Luna
Park conosce un ricco agricoltore di Anzola che, spara oggi spara domani,
ha collezionato migliaia dei preziosi sforacchiati souvenir. Va a vivere
con lui. Dopo qualche tempo lo sposa. Hanna ha la fissa del matrimonio
perché teme la solitudine (sente il bisogno di qualche punto
di riferimento; inoltre è moto pigra). Dall’agricoltore avrà
un figlio. Tre giorni dopo Tre dalle nozze si fidanza seriamente, sono
parole sue, con quello che, dice lei, sarà il grande amore della
sua vita. Il marito non sospetta niente, o finge di non sospettare.
La faccenda durerà sette anni. Ma quando lei mette il grande
amore alle strette lui, che è sposato, la pianta. Non glielo
perdonerà mai, mai. Perché quella di scaricare mariti,
compagni, amanti Hanna la considera una sua prerogativa, un suo diritto
esclusivo. Hanna fuma
- adora il narghilè - ama il buon vino e il ragù alla
bolognese; ama viaggiare , specie nei Paesi esotici, specie in quelli
musulmani. (niente Sudamerica, niente Cuba, niente Haiti :«rischi
di ritrovarti fra le cosce la testa di un milanese che conosci »).
A Istanbul ha vinto perfino una gara di danza del ventre per stranieri.
«Lui - il grande amore della sua vita - ha voluto vedermi su quel
palcoscenico, i jeans aperti, il ventre nudo fino al pube. E il seno
che mi usciva dalla camicia bianca. Mi aveva proibito di mettere il
reggiseno. Diceva che era troppo bello per nasconderlo». Hanna
viaggia per turismo, divertimento, sesso, ragioni di studio – ha curato
diverse pubblicazioni di etnologia. E’ vissuta per qualche tempo in
una tribù beduina. Sempre per ragioni di studio? Non si sa. Ancora
molto bella per la sua età, ha una gran passione per gli uomini
sposati, specie con più anni di lei. Tradisce ed è tradita.
E’ molto bugiarda e anche molto generosa. Aiuta i poveri, i profughi,
li accoglie in casa sua, gli trova lavoro. Anche se
detesta le palestre è una donna sportiva. Molto appassionata
di vela, ha il diploma di skipper. Ha pure curato alcuni uffici stampa
del settore. Ha perfino tentato di commerciare articoli per nautica
e affini, ma è intervenuto il solito “grande amore della sua
vita” che, geloso della clientela un po’ troppo palestrata, le ha mandato
tutto a monte. Si
è consolata scrivendo un diario erotico che ha intitolato FARFALLA.
FARFALLA
è edita da Mursia (collana Pornai). Pagg.
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