Hanna S.


 

dicono di lei ...

FARFALLA
Un diario erotico, ironico, eccitante, senza pudore.

Dieci racconti di una che l’amore lo sa fare, e lo fa, sul serio, fino al limite, oltre il limite.
Ma chi è la misteriosa autrice di FARFALLA (che vuol dire gnocca, passera, bernarda, insomma uno dei tanti sinonimi di fica)? Anticipiamo alcune notizie dalla sua biografia. Biografia autentica, o quasi.

CHI È HANNA S. E PERCHÉ SI PARLA TANTO DI LEI?

Diciamo che un fantasma, anche se ha i tacchi a spillo e la quinta misura, sta per entrare in libreria. Dice di chiamarsi Hanna S. e scrive, centellinandoli, racconti stracolmi di sesso e ironia. Il suo editore, MURSIA, la descrive di media statura, bruna, vicina alla cinquantina, ancora molto bella, di bellezza meridionale ( una bisnonna era sudamericana).

Dolce di aspetto e di modi, apparentemente poco adatta a interpretare e riferire le ossessioni e i fremiti erotici delle 150 pagine del suo libro - bloccò la digestione e molto altro al marito annunciandogli alcuni anni fa che voleva piantarlo - quando si lascia andare perde ogni controllo, ogni freno, e ci apre il diario della sua vita , anche i più intimi minimi particolari, senza reticenze né pudori. Ma non perde mai se stessa. Perché c’è sempre l’ironia a salvarla.
Forse per questo si può azzardare che si tratta della più valida scrittrice italiana.

Nata in una piccola città di provincia dell’Italia del Nord, dove si è laureata in filosofia, Hanna ha oggi 48 anni. Cominciò a lavorare come supplente di Lettere in una scuola superiore della sua città. Ma per l’abbigliamento troppo succinto, i voti alti a tutti, la scarsa disciplina, è più volte ripresa dal preside, che non le rinnova il contratto.
A questo punto si trasferisce a Bologna, dove trova lavoro, come commessa, in un negozio di abbigliamento maschile di lusso ed è molto corteggiata dai maschi ricchi della buona società. Si diverte, ristoranti e alberghi di lusso. Sposa uno dei suoi spasimanti.
Dopo due anni si separa ( il divorzio seguirà parecchio tempo dopo). Separazione per colpa (di lei). E così si ritrova senza una lira. Deve cercarsi subito un posto qualunque. La bella presenza c’è, e anche il resto. Finisce in un Luna Park, addetta al Tirassegno.
«Vuoi sparare bel moro?». E i mori sparano, eccome sparano. E anche i biondi.
Le viene un’idea bizzarra, diciamo una delle sue. Fa fare tante riproduzioni a colori, grandezza naturale, delle sue enormi, bellissime tette. Le fa tagliare a forma di bersaglio. Le appende alla parete di fondo della baracca di legno. La notizia si diffonde. Che sono proprio le sue, quelle tette, dal vero. I padroni devono aumentarle la paga. E intanto l’Emilia si riempie, nel fondo dei cassetti dei maschi, delle supertette di Hanna S. sforacchiate da decine e decine di colpi sapienti.

Al Luna Park conosce un ricco agricoltore di Anzola che, spara oggi spara domani, ha collezionato migliaia dei preziosi sforacchiati souvenir. Va a vivere con lui. Dopo qualche tempo lo sposa. Hanna ha la fissa del matrimonio perché teme la solitudine (sente il bisogno di qualche punto di riferimento; inoltre è moto pigra). Dall’agricoltore avrà un figlio. Tre giorni dopo Tre dalle nozze si fidanza seriamente, sono parole sue, con quello che, dice lei, sarà il grande amore della sua vita. Il marito non sospetta niente, o finge di non sospettare. La faccenda durerà sette anni. Ma quando lei mette il grande amore alle strette lui, che è sposato, la pianta. Non glielo perdonerà mai, mai. Perché quella di scaricare mariti, compagni, amanti Hanna la considera una sua prerogativa, un suo diritto esclusivo.

Hanna fuma - adora il narghilè - ama il buon vino e il ragù alla bolognese; ama viaggiare , specie nei Paesi esotici, specie in quelli musulmani. (niente Sudamerica, niente Cuba, niente Haiti :«rischi di ritrovarti fra le cosce la testa di un milanese che conosci »). A Istanbul ha vinto perfino una gara di danza del ventre per stranieri. «Lui - il grande amore della sua vita - ha voluto vedermi su quel palcoscenico, i jeans aperti, il ventre nudo fino al pube. E il seno che mi usciva dalla camicia bianca. Mi aveva proibito di mettere il reggiseno. Diceva che era troppo bello per nasconderlo». Hanna viaggia per turismo, divertimento, sesso, ragioni di studio – ha curato diverse pubblicazioni di etnologia. E’ vissuta per qualche tempo in una tribù beduina. Sempre per ragioni di studio? Non si sa.

Ancora molto bella per la sua età, ha una gran passione per gli uomini sposati, specie con più anni di lei. Tradisce ed è tradita. E’ molto bugiarda e anche molto generosa. Aiuta i poveri, i profughi, li accoglie in casa sua, gli trova lavoro.
Ha spesso crisi di tipo religioso. Qualche volta va a Messa, specie se il prete è bello.
Insieme col matrimonio ha un’altra fissa, quella del Volontariato. Si è spesso prodigata per il telefono amico. Ma con abnegazione e entusiasmo piuttosto eccessivi. Infatti, per la sua tendenza a risolvere subito, di persona, certi drammatici casi di solitudine, è stata più volte “licenziata” in tronco (si spargeva la voce, chissà come, e i cuori solitari maschi, chissà come, cercavano solo lei). Ha perfino allenato una squadra di calcio di ragazzi dell’Oratorio, senza pensare alle conseguenze! Per i ragazzi, s’intende. Tuttavia non frequenta palestre. Preferisce i palestrati.

Anche se detesta le palestre è una donna sportiva. Molto appassionata di vela, ha il diploma di skipper. Ha pure curato alcuni uffici stampa del settore. Ha perfino tentato di commerciare articoli per nautica e affini, ma è intervenuto il solito “grande amore della sua vita” che, geloso della clientela un po’ troppo palestrata, le ha mandato tutto a monte.

Si è consolata scrivendo un diario erotico che ha intitolato FARFALLA.
E’ in tutte le librerie.

FARFALLA è edita da Mursia (collana Pornai).

Pagg. 128
Euro 12,00


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