LILLI LA STREGA E I PIRATI
di Knister
DAL PRIMO
CAPITOLO
"Marinai, issate le vele!
Salpate l'ancora!"
Lele, il fratellino di Lilli, spinge su e giù la nave dei pirati. Da quando ce
l'ha, continua a giocare ai pirati.
"Tutti i cannoni a babordo! Dobbiamo aspettarci un attacco da terra!"
Lele sposta i sei cannoncini sul lato sinistro della nave. Poi fa scendere dalla
coffa il capitano dall'aria truce e lo fissa davanti, sulla prua della nave.
"Sento puzzo di attacco!" esclama Lele con voce minacciosa.
"Tutti gli uomini in coperta!" Una alla volta, preleva tutte le
figurine dei pirati dalla pancia della nave e li porta in coperta. E' così
immerso nel gioco da non accorgersi neppure dell'ingresso della sorella in
camera sua. Lilli si ferma alle sue spalle. Lui allunga energicamente un braccio
in avanti, come se fosse egli stesso il capitano dei pirati, e ordina,
"Fategliela vedere a quei topi di terraferma! Alle armi, uomini!"
"Allora beccatevi queste, manigoldi!" si intromette Lilli a gran voce,
facendo piovere dall'alto sul modellino di Lele una vera salva di praline di
zucchero.
"Sei cattiva!" protesta Lele.
"E perché?" domanda Lilli in tono impertinente.
"Non lo sapevo che eri dietro di me, altrimenti avrei sparato in
alto."
"Attacco a sorpresa!"
"Non vale", prova a difendersi Lele.
"Sì, invece! Succede così nelle battaglie dei pirati." Lilli ride e
torna a colpire la nave giocattolo con i proiettili di zucchero.
"Cattiva! Cattiva! Cattiva!", esclama Lele. Lilli ha l'impressione che
il fratellino possa scoppiare a frignare da un momento all'altro.
"Non puoi farlo!" protesta Lele e comincia a bombardare la sorella di
zuccherini. "E poi le ragazze non possono giocare ai pirati. E non possono
nemmeno diventare pirati veri."
"E chi lo dice?"
"E' sempre stato così!" risponde Lele convinto.
"E che mi dici del corsaro Rosso? In realtà era una donna, travestita da
uomo."
"Ah, dici quella del film… "
Lele è costretto a dare ragione alla sorella.
"E ci sono un sacco di altre donne pirata. Per esempio Calamity Jenny, la
sorella di Calamity Jane, e poi Giulia Sciabola, Larissa la Squartata, Coralla
Piragna, Bloody Mary, Ernestina Titaglioindue, Chicca Fricassea e tutte le altre…
"
Lele è impressionato. "E quante piratesse c'erano?" chiede stupito.
"Molte altre ancora. Ed erano anche molto temute per mare, perché erano
molto più crudeli degli uomini."
"E com'è che non ho mai sentito parlare di loro?" obietta Lele.
"Perché erano troppo astute. Non sono mai riusciti a prenderle. La maggior
parte dei pirati sono stati acciuffati e impiccati, come Fernando il Guercio. Le
donne, invece, non si sono fatte beccare. Per questo sono meno conosciute. E poi
hanno sempre lasciato che fossero gli uomini a sporcarsi le mani, mentre loro si
limitavano a ingrassare."
La curiosità di Lele è stata stuzzicata e la sua rabbia per l'attacco della
sorella si è volatilizzata.
"Dai, raccontami", la implora.
"Che cosa?" Lilli fa finta di non capire.
"Ma di tutte queste fantastiche donne pirata!"
"Vuoi sentire la storia di Chicca Fricassea? E' da lei che ha preso nome il
pollo in fricassea, sai. E' quel pollo tagliato così piccolo da essere quasi
irriconoscibile."
Lele spalanca la bocca e per l'eccitazione diventa tutto rosso in faccia.
"Ma forse è meglio di no. Non credo che sia una storia adatta a un bambino
piccolo. E poi a me il pollo in fricassea non piace nemmeno."
Lele annuisce ed emette piccoli suoni di stupore.
Lilli si accovaccia per terra accanto al fratellino e pensa quale audace storia
raccontargli per impressionarlo come si deve.
Ma prima che le venga in mente qualcosa, Lele ritrova la voce e propone,
"Raccontami di Erna Taglio, o come si chiamava… mi sembrava un nome
proprio bello."
"Ah, vuoi dire Ernestina Titaglioindue. D'accordo, ma non c'è molto da
raccontare su di lei. A parte che era più brava a maneggiare il coltello che la
forchetta. Mi capisci, vero?"
Lele in realtà non capisce, ma fa segno di sì. Non vuole interrompere Lilli,
perché vuole ascoltare tutto il racconto.
"Con il suo talento ha vissuto un'esistenza davvero affilata. Purtroppo la
sua vita è stata più breve della lama del suo temibile coltello. Ha fatto una
tragica fine. Dopo aver solcato i mari dei Caraibi occidentali, voleva scolpire
un monumento ai corsari su una palma gigante dell'isola Sottovento. Ma, come
sanno tutti, era più brava ad affettare che a scolpire e prima di rendersene
conto, il coltello le scivolò di mano così malamente che… ora, per dirla in
una parola, la sua vita terminò sull'isola Sottovento. Ovviamente il coltello
le fu messo nella bara. E volendo credere alle vecchie leggende dei pirati,
dev'essere diventato così affilato, da tagliare la bara e finire da lì
direttamente all'inferno, dove di slancio ha mozzato il piede destro al diavolo
in persona. Arrabbiatissimo, si dice che il diavolo abbia belato come una capra
e da allora gli è cresciuto lo zoccolo caprino che ha tuttora al posto del
piede."
"Quella del piede caprino del diavolo l'ho già sentita", dichiara
Lele con le orecchie rosse come peperoni. "Solo che non sapevo che era
stata opera di Ernestasia Titaglioindue."
"Sono fatte così, le donne pirata", dice Lilli. "Non si danno
per vinte nemmeno da morte. E neppure quando sono all'inferno."
Lele annuisce convinto. "Al contrario", commenta laconico.
Lilli ora si è stancata di raccontare storie. Mentre apparecchiava la sua
favola piratesca per il fratello, infatti, le è venuto in mente qualcosa: il
libro delle magie. Che sia possibile farsi trasportare con un incantesimo fino
dai pirati? Cioè su un'autentica nave pirata del passato? Per farlo, però,
occorrerebbe un viaggio nel passato. E Lilli non ha mai provato niente del
genere. Però può darsi che funzioni con una delle tante formule magiche del
libro.
Lilli comincia a sognare a occhi aperti. Già, perché non provare un viaggio al
tempo dei pirati… e nel caso il viaggio nel tempo non funzionasse, anche una
visita da parte di una piratessa in carne e ossa non sarebbe tanto male. L'auto
della mamma di sicuro si trasformerebbe in una perfetta nave pirata… il
righello in sciabola, la cartella in forziere del tesoro, il letto in amaca, il
ferro da stiro della mamma…
"Raccontami ancora qualcosa!" La richiesta di Lele strappa Lilli ai
suoi pensieri.
"Non ho tempo", risponde. "Devo andare in camera mia a fare una
cosa." Raggiunge la camera, ma Lele le sta alle calcagna.
"Devo restare sola", dice Lilli. Vuole subito cercare una formula
magica per l'avventura dai pirati nel suo libro di incantesimi.
Ovvio che Lele non deve saperne niente. Lilli in fondo è una strega segreta e
tale vuole restare.
"Devo finire i compiti e ho bisogno di tranquillità", si inventa
Lilli, spingendo il fratellino verso la porta. Poi incastra la spalliera della
sedia sotto la maniglia della porta, come fa sempre quando vuole restare sola.
Poi si infila sotto il letto e tira fuori il libro dal suo nascondiglio. La
ricerca può avere inizio.
E' una ricerca difficile, perché non c'è verso di trovare la parola pirata,
neanche a mettercela tutta. Anche la parola avventura manca nel libro. Lilli
rimugina e rimugina. Deve pur esserci un modo. E se provassi con viaggio nel
tempo?… Lilli sfoglia fino alla lettera V. Ma non trova nulla nemmeno
stavolta. Accidenti!
Lilli però non si lascia scoraggiare così presto.
Si mette a sfogliare il librone, nella speranza di imbattersi per caso nella
formula magica appropriata al caso suo. Ecco! Chissà se può servire? C'è una
descrizione sul modo in cui viaggiano le streghe; è lunga più di quattro
pagine.
"E io che ho sempre pensato che viaggiassero a cavallo di una scopa",
mormora Lilli tra sé. Niente affatto! Il libro non fa parola di scope stregate.
Almeno nella prima pagina. E passa diverso tempo prima che Lilli arrivi in fondo
alla prima pagina.
La descrizione, infatti, non è tanto semplice da capire. Lilli deve impegnarsi
a fondo.
Ma intuisce di essere sulla buona strada. Per questo va avanti a leggere
instancabile, per quanto le costi fatica.
Di colpo il suo viso si illumina. Ha forse trovato qualcosa di utile?
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