| Storie, biografie, diari |
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L’ingresso
della Turchia in Europa, di cui tanto si parla oggi, la tragica attualità
delle guerre di religione che oppongono l’Occidente ai Paesi islamici:
sono argomenti complessi, sui quali spesso regna una diffusa ignoranza
dei grandi antefatti del passato. |
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L'Autore |
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| Lucio Lami, di famiglia toscana, è nato in Lombardia nel 1936. Esordisce nel giornalismo nel 1960 e lavora con i grandi editori dell’epoca, da Rizzoli a Mondadori, da Rusconi a Mazzocchi. Nel 1974 entra nella redazione de «Il Giornale» di Indro Montanelli e per oltre vent’anni viaggia in tutto il mondo, come inviato speciale e corrispondente di guerra. Come giornalista ha ottenuto il Premio Max David (1980) e il Premio Hemingway (1986); come scrittore-saggista ha vinto il Premio Estense (1981) e il Premio Sacharov (1986), con il volume Il grido delle formiche (1980) sul dissenso sovietico. Ha pubblicato una ventina di libri di storia, saggistica e narrativa tradotti in varie lingue. Tra i saggi: Morire per Kabul (1982), Dai confini dell’Impero (1984), Giorni di guerra (1987), Cuba libre era solo un cocktail (1995), La scuola del plagio (1997), Giornalismo all’italiana (1997), Visti e raccontati (2003); tra i libri di storia: La Signora di Verrua (1985), Garibaldi e Anita corsari (1991), Il re di maggio (2002); tra quelli di narrativa: La donna dell’orso (1996) e Il paradiso violato (2001). Con Mursia ha pubblicato Isbuscenskij, l’ultima carica (1997). È stato docente di giornalismo all’Università Cattolica di Milano ed è presidente onorario del Pen Club Italiano. |
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