| Storie, biografie, diari |
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Dalla
fine del Settecento alla metà dell’Ottocento, la Svizzera italiana
assicurò asilo a molti patrioti, sostenitori degli ideali della
Rivoluzione francese e poi del Risorgimento italiano. La relativa
libertà di stampa garantita nel Paese, la posizione geografica,
favorevole al collegamento fra l’Italia e i Paesi d’oltralpe, l’interesse
economico di alcune tipografie, l’Elvetica, la Agnelli, la Veladini,
la Vanelli, poi Ruggia, la Bianchi, la Tipografia della Svizzera Italiana
e la Fioratti, fecero di queste terre della Confederazione elvetica
il centro di produzione di libri e opuscoli che diffusero clandestinamente
in Italia le tesi riformiste e libertarie, al riparo dalla censura
di molti Stati della penisola. |
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L'Autore |
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Marino
Viganò (Varese, 1961), diplomato in Scienze politiche
presso l’Università Cattolica di Milano, si è specializzato
ai corsi della Società italiana per l’organizzazione internazionale
(SIOI) e ha conseguito il dottorato in Storia militare all’Università
di Padova. |
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