| Testimonianze fra cronaca e storia |
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Giuseppe Ruzzin, classe 1916, protagonista di questo libro, ha trascorso gran parte della sua vita fra gli aeroplani. Pilota militare a vent’anni, ha cominciato a combattere nel 1936 con i reparti da caccia italiani inviati in Spagna in appoggio agli insorti nazionalisti. Durante il Secondo conflitto mondiale ha operato sui fronti della Francia meridionale, della Manica, in Africa settentrionale e in Italia fino all’8 settembre 1943. Ha effettuato 433 missioni di guerra, ha abbattuto almeno 5 aerei avversari ed è stato decorato con 4 Medaglie al Valor Militare, oltre a 1 Croce di Ferro tedesca. Rientrato in servizio nel dopoguerra, ha superato le 3.500 ore di volo su 40 tipi di aerei, dai biplani CR.32 e 42, ai monoplani Macchi MC.200 e 202, al Messerschmitt 109G passando poi sui jet come il T-33, il Vampire e l’F-84. Ha insegnato a volare a generazioni di piloti. Ha iniziato la carriera con il grado di sergente ed è andato in congedo nel 1971 con il grado di generale di brigata. Le memorie del comandante Ruzzin, pilota da caccia per quarant’anni, sono una testimonianza di grande valore umano, ma anche la conferma che alle carenze tecnico-organizzative delle forze aeree italiane, piloti e specialisti risposero con il massimo impegno, e spesso con il sacrificio. |
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| L'autore |
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Flaminio Pagani (1929-1993), laureato all’Università di Genova in Chimica nel 1952 e in Farmacia nel 1960, agli inizi degli anni Ottanta è diventato professore associato all’Ateneo genovese. Appassionato di storia, ha scritto, fra l’altro, Un italiano in Anatolia, Cina, Persia e Un italiano in Siberia. |
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