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Testimonianze fra cronaca e storia |
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«…i tedeschi… insistevano nel richiedere prestazioni che esulavano dalle materiali possibilità del CSIR, e non volevano assolutamente convincersi che per noi la qualifica di “autotrasportabile” voleva soltanto significare che la fanteria era “addestrata all’autotrasporto”, ma non aveva in organico i mezzi per motorizzarsi.»
Il generale
Giovanni Messe fu, dal luglio del 1941 al novembre del 1942, al comando
del Corpo di spedizione italiano in Russia (CSIR), inviato da Mussolini
nel settore meridionale del fronte orientale per combattere a fianco
delle forze tedesche. Con grande rispetto per i soldati ai suoi ordini,
profondo senso del dovere, ma anche con notevoli capacità di
analisi critica, l’autore descrive in modo efficace e realistico la
sua azione di comandante e inquadra la storia della partecipazione dell’Italia
alla campagna di Russia. Vengono messe in evidenza le gravi carenze
della preparazione militare e dell’organizzazione logistica delle forze
armate italiane, ma anche gli errori strategici e tattici dell’alto
comando tedesco, individuando i pericoli a cui sarebbe poi andata incontro
l’8a armata (ARMIR), che succedette al CSIR. Pagine
384
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L'Autore |
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| Giovanni Messe (1883-1968), maresciallo d’Italia e senatore della Repubblica, nella sua carriera militare ha partecipato a diciannove campagne di guerra. Ferito tre volte, è stato insignito di quattordici decorazioni al valor militare. Ha ricoperto ruoli di comando durante i due conflitti mondiali. Nel 2004 Mursia ha ripubblicato il suo primo libro, La mia armata in Tunisia. |
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