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Testimonianze fra cronaca e storia |
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Dopo l’esilio
in Svizzera, raccontato nel libro Il violino rifugiato, l’ingegnere
ebreo Gualtiero Morpurgo si trova a fare i conti con un difficile dopoguerra.
In una Milano appena liberata, raccoglie per primo le storie dei sopravvissuti
ai campi di sterminio, mentre cerca notizie della madre deportata ad
Auschwitz. Si impegna nell’organizzazione clandestina ebraica Aliah-Bet,
allestendo le navi che porteranno migliaia di profughi nella Palestina
sotto Mandato Britannico. Ma anche per lui, dopo la tragedia della guerra, si apre una nuova fase in Sud America. Con lui c’è sempre l’amico violino, che farà risuonare la sua voce nelle università e nei circoli culturali di varie città e anche a Santiago del Cile, dove Morpurgo dirige l’ufficio di corrispondenza dell’ANSA e assiste alla drammatica parabola di Salvador Allende. è la storia di un uomo che ha attraversato un secolo difficile, nell’armonia della musica del suo violino e con il sostegno di una moglie ideale, e che con uno stile pacato e limpido racconta grandi e piccoli fatti della Storia. |
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L'autore |
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| Gualtiero Morpurgo, ingegnere, violinista e giornalista, è nato ad Ancona nel 1913. Ha lavorato nei Cantieri Navali di Genova, ma la sua carriera venne interrotta dalle leggi razziali. Nel periodo 1943-45, braccato dai tedeschi in quanto ebreo, si è rifugiato in Svizzera, esperienza che ha raccontato nel libro Il violino rifugiato (Mursia, 2006). Al ritorno in Italia, ha collaborato alle operazioni clandestine per l’emigrazione dei superstiti dei campi di sterminio verso la Palestina, opera per la quale nel 1992 Rabin lo ha insignito della Medaglia di Gerusalemme. In Sud America ha lavorato per molti anni per un’importante società elettronica italiana e ha svolto intensa attività giornalistica. |
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