Testimonianze fra cronaca e storia


L'INTERNAZIONALE DELLE CAMICIE NERE 
di Marco Cuzzi

«Tra un decennio l’Europa sarà fascista o fascistizzata! L’antitesi in cui si divincola la civiltà contemporanea non si supera che in un modo, con la dottrina e con la saggezza di Roma.»
Mussolini, ottobre 1932

 

Dalla fine degli anni Venti il regime fascista iniziò a rivolgere lo sguardo oltre frontiera. La stagione dell’«universalismo fascista» fu sostenuta da numerosi gerarchi e intellettuali, e infine appoggiata dal Duce. Il passo successivo fu la costituzione dei Comitati d’azione per l’universalità di Roma (CAUR) di Eugenio Coselschi, che ebbero il compito di inquadrare i simpatizzanti stranieri residenti in Italia, ma soprattutto di preparare il terreno all’estero mediante la creazione di una rete di rapporti tra il partito-guida italiano e i suoi epigoni. Si creò in questo modo la base di un’Internazionale fascista per molti aspetti speculare al Komintern comunista, con tutti i corollari fatti di ispettori itineranti, intelligence, attività ai limiti della cospirazione, propaganda.
L’anno di nascita dei CAUR (1933) coincise con l’ascesa al potere di Hitler e con la presenza in Europa di un concorrente diretto del fascismo italiano. La guerra d’Etiopia e la lotta antisanzionista sancirono il culmine della parabola storica dei Comitati, mentre il tormentato ma inesorabile avvicinamento italiano alla Germania ne determinò il tramonto.

Pagine 472
Prezzo 22,00

 

 

L'Autore


Marco Cuzzi (Milano 1962) è dottore di ricerca in Storia politica dell’Europa e collabora con la cattedra di Storia contemporanea della Facoltà di Scienze Politiche di Milano, con la Commissione italiana di storia militare e con il Comitato italo-francese di studi storici. Tra le sue pubblicazioni si ricorda L’occupazione italiana della Slovenia 1941-1943 (1998).


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