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Testimonianze fra cronaca e storia |
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La quotidianità
di un campo di prigionia, dove anche un semplice astuccio con il necessario
per radersi può aiutare a mantenere la propria dignità
di uomo. L’oggetto banale diventa un simbolo a cui aggrapparsi per sopravvivere
alla brutale routine del campo: le baracche gelide, le continue adunate,
gli appelli estenuanti, il lavoro nella fabbrica di zucchero, i pidocchi,
la fame. Un racconto per immagini dove, come in una pellicola in bianco e nero, scorrono davanti agli occhi i gesti quotidiani di un soldato italiano, uno dei tanti internati militari, che ha subito l’umiliazione della reclusione. |
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L'autore |
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Antonio Ruzzenenti è nato a Napoli nel 1923. Dopo un’infanzia e un’adolescenza complicate dalle alterne fortune famigliari, parte per la guerra. Con l’armistizio dell’8 settembre 1943, viene deportato in Germania, nei campi degli IMI (Internati Militari Italiani) dove resterà fino al 1945. |
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