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LA
MARCIA DELLA MORTE - Da Auschwitz a Dachau 1943 - 1945 di Leone Fiorentino Dal
capitolo I "Viene dato l'ordine dal Kapo di sospendere per un'ora il lavoro. Qualcuno ha portato sul posto una grossa marmitta militare piena di zuppa. Ci portiamo sul terreno asciutto e staccandoci di dosso gli appiccicosi animaletti, che lasciano sui nostri poveri corpi i segni della loro voracità, arrossati di sangue, profondi e dolorosi, raccogliamo nella nostra gamella la razione di zuppa, fredda e scarsa, in fila per uno. Rapidamente il vice capo, mestolo dopo mestolo, esaurisce il suo compito. Noi tre italiani ci stendiamo sulla nuda terra come gli altri per trovare un po' di riposo, accanto all'ungherese Arnold che è prodigo di informazioni. Ribadisce l'impossibilità per tutti di uscire vivi di qui. Ci dice che Auschwitz è il centro, il capoluogo di una vastissima zona concentrazionaria, di oltre quaranta chilometri quadrati, con una fitta rete di campi e sottocampi con altre denominazioni, ma tutti facenti capo a Birkenau, elevato per la sua mostruosa organizzazione scientifica, a vero centro dello sterminio che si sta perpetrando, con le sue molte camere a gas e altrettanti forni crematori. "Siamo in balia continua, dei triangoli verdi e neri." L'organizzazione interna del lager è pressochè in mano ai triangoli verdi e neri, delinquenti comuni gli uni, criminali gli altri ritenuti dai nazisti esseri non meritevoli di vivere. "Una guerra sotterranea senza quartiere li divide per conquistare la supremazia nel campo. In linea di massima essi tentano di accontentare i feroci aguzzini tedeschi in ogni loro richiesta. Collaborano con le SS, fanno affari con loro, organizzano con loro fitti traffici di alcolici e di donne prigioniere ancora giovani e carine, che per una razione di zuppa accettano di soddisfare sessualmente gli uni e gli altri, pur di mandare giù qualcosa nello stomaco vuoto. Le categorie presenti nel lager per essere eliminate - continua Arnold - sono: quella dei politici, degli ebrei, dei delinquenti comuni, degli asociali, degli zingari, dei testimoni di Geova, degli omosessuali e dei russi. Ognuna di queste categorie ha per contrassegno un triangolo di colore diverso dalle altre. Contrariamente a quanto si possa credere, ogni categoria risiede in un campo singolo delimitato da alti reticolati percorsi da corrente ad alta tensione distanti, l'uno dall'altro, solo poche decine di metri. Solo questo campo, il più grande, ospita più di ventimila prigionieri, ebrei, politici, asociali, tutti di nazionalità diversa. Anche se non soggetti alle selezioni, un'alta percentuale di mortalità colpisce i politici: per malattia, per il freddo, per la dissenteria, per la fame, per il troppo duro lavoro e per le sevizie." "La loro comune idealità politica permette comunque ad essi un maggiore controllo di se stessi e della situazione in generale." "Tuttavia, hanno anch'essi una bassissima percentuale di salvezza." "Solo per gli ebrei lo sterminio deve essere totale e messo in atto primariamente attraverso le sistematiche selezioni o il lavoro forzato. I russi non subiscono le eliminazioni attraverso le selezioni come avviene esclusivamente per gli ebrei, ma per essi vale la regola delle fucilazioni in massa. I prigionieri di guerra russi, ritenuti particolarmente pericolosi, sono contrassegnati dalla Strasse, una striscia di rasatura larga circa tre dita di una mano, praticata sulla testa del prigioniero, che parte dalla fronte e va fino alla nuca e da un disco rosso cucito sul retro della casacca a righe quale simbolo e significato: Bersaglio da colpire subito". Arnold è in uno stato di forte agitazione. Credo che abbia voluto togliersi un grosso peso dal cuore. Il suo viso scarno come tutta la sua persona e gli occhi infossati, lucidi e febbricitanti, rivelano l'inquietudine e il timore di un progressivo e rapido indebolimento generale del suo fisico già provato. "Sarò presto un musulmann" dice. "I miei connazionali non vogliono sentirmelo dire e mi sfuggono." Quelli che vengono definiti musulmann non sono altro che poveri esseri ridotti, dal denutrimento e dalla fatica, a scheletri che si muovono ancora con enorme difficoltà. Sudici e molto spesso scalzi, imbrattati di sangue e pieni di croste sul corpo, vagano per il campo alla ricerca impossibile di qualcosa, di qualsiasi genere, da ingoiare. Incuranti delle percosse, attendono la morte incoscientemente. Non riusciamo a pronunciare una sola parola. Non piove più da alcune ore. L'ora del riposo è trascorsa e viene dato l'ordine di riprendere il lavoro."
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