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Testimonianze fra cronaca e storia |
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«Settant’anni
fa, nel più assoluto segreto, l’Italia fascista si adoperava
validamente nel tentativo di dare una patria agli arabi della Palestina.
Non si trattava soltanto di un appoggio politico, ma di un autentico
sostegno materiale.» Angelo Del Boca
Tra il 1936 e il 1938 l’Italia versò al Gran Mufti di Gerusalemme, leader della rivolta palestinese contro la Gran Bretagna e i sionisti, circa 138.000 sterline. Questo contributo fu deciso dal Duce non solo a sostegno del nazionalismo arabo e in funzione antinglese, ma anche in omaggio all’anticolonialismo del Mussolini socialista rivoluzionario e del primo fascismo. Il ministero degli Esteri decise inoltre l’invio ai mujâhidîn della prima grande intifâda di un carico di armi in principio destinato al Negus ma acquistato in Belgio dal SIM. La consegna, cui avrebbero dovuto provvedere i sauditi, non ebbe mai luogo. Per Mussolini fu anche il tentativo di non farsi scavalcare da Hitler nella solidarietà agli arabi. Una pagina della nostra politica mediorientale ricostruita sui documenti del ministero degli Esteri e dello Stato Maggiore dell’Esercito.
Pagine
304
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L'Autore |
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| Stefano Fabei nato a Passignano sul Trasimeno nel 1960, laureato in Lettere moderne, insegna all’Itas «Giordano Bruno» di Perugia. Suoi saggi sono apparsi, fra l’altro, su «Studi Piacentini» e «Nuova Storia Contemporanea». È autore di: La politica maghrebina del Terzo Reich (1988), Guerra santa nel Golfo (1990), Guerra e proletariato (1996), Il Reich e l’Afghanistan (2002). Per Mursia oltre a Il fascio, la svastica e la mezzaluna (2002), di cui è imminente l’uscita in Francia, ha pubblicato Una vita per la Palestina. Storia di Hâjj Amîn al-Husaynî, Gran Mufti di Gerusalemme (2003). |
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