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Testimonianze fra cronaca e storia |
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«Durante la prigionia, la povera gente russa ci diceva: “Nicevò”, che significa: “Non fa niente, passerà...”. E quelli tra noi che sono riusciti a sopravvivere – pochissimi, ahimè – si sono aggrappati a questa parola.»
La naia
dell’alpino Ivo Emett cominciò nel 1939, quando fu arruolato
nella Divisione «Julia». Combatté dapprima sul fronte
greco-albanese e poi in Russia, dove fu fatto prigioniero nel gennaio
del ’43. Tornò a casa solo nel ’47, dopo aver conosciuto gli
orrori della guerra e della prigionia nei lager sovietici, la fame,
il gelo, le violenze.
Pagine
224
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L'Autore |
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| Ivo Emett è nato nel 1918 ad Ancona, dove vive. Decorato di una medaglia d’argento al valor militare sul campo e di una croce di guerra, con la propria testimonianza ha collaborato alla stesura di alcuni libri di Giulio Bedeschi. |
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