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Testimonianze fra cronaca e storia |
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«Gente strana i giornalisti. Specie quelli che lavorano sotto un regime totalitario. Che girano – quando possono – e si spostano da un albergo a una bettola, a un accampamento, a un posto qualsiasi della Libia dove tanto non accade niente e se pure accadesse non potrebbero raccontarlo come e quando vorrebbero.» Autunno 1940. Cinque inviati raggiungono, tra un assedio e l’altro, l’oasi di Giarabub, nel deserto libico. Di lì a poco sarà l’unico caposaldo italiano a resistere sul fronte della Cirenaica durante la prima offensiva britannica. Cadrà solo il 21 marzo 1941 e subito comincerà la leggenda: articoli, manifesti, programmi alla radio, il film con l’esordiente Alberto Sordi e soprattutto la canzone La sagra di Giarabub con quella strofa, «Colonnello non voglio pane», che resterà nell’immaginario di intere generazioni. Alla costruzione del mito fascista forse più celebre di tutta la Seconda guerra mondiale danno il loro contributo Pier Maria Bianchin, Ferdinando Chiarelli, Bruno D’Agostini, Stanis Ruinas, Antonio Piccone Stella, i giornalisti che hanno conosciuto il colonnello Salvatore Castagna e i suoi uomini. Dopo aver seguito le operazioni belliche in Etiopia e in Spagna, le loro strade si incrociano a Giarabub. Pagine 376 Euro 19,50 Codice 13181H ISBN 88-425-3411-0
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L'Autore |
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Fabio Fattore, è nato a Forlì nel 1968. Ha studiato filosofia all’università di Bologna laureandosi con una tesi in storia del giornalismo. Dal 1990 è redattore al «Messaggero». |
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