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Testimonianze fra cronaca e storia |
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«Ragù!
Ragù!» gridava il vecchio caporale di cucina del battaglione
Edolo. E anche questo è un ragù, ma di sole parole. Firmato
dalla penna vivace di «La Ecia», soprannome di Gianmaria
Bonaldi, è un ritratto corale della vita delle Penne Nere nelle
dure battaglie della Grande Guerra. Scorre in queste pagine, con tutta
la forza di una cronaca dell’epoca, la vita degli Alpini: zaino in spalla
e scarponi ai piedi, combattimenti, marce interminabili, amicizia fraterna
che non viene meno, famiglie che aspettano giù a valle, ranci
da conquistare e Natali passati in tenda. Dalla timida matricola tremebonda
al generale squadrato col cappello di traverso, alla conquista delle
montagne nemiche, all’allegria dei compagni d’armi. Un libro che si legge d’un fiato, che con le sue storie che sembrano balzare fuori dal passato fa commuovere e divertire. Ma soprattutto una straordinaria testimonianza di un’epoca e di valori intramontabili per chi è stato, ed è, Alpino: solidarietà, umiltà, senso del dovere, coraggio e amore per le Penne Nere. |
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L'autore |
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| Gianmaria Bonaldi, nato nel 1893 a Schilpario in Val di Scalve (Bergamo), ha combattuto sull’Adamello nella Prima guerra mondiale nel Quinto reggimento Alpini battaglione Edolo come ufficiale fino al grado di tenente. È noto nell’ambiente con il soprannome di «La Ecia» (la vecchia). |
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