Testimonianze fra cronaca e storia


TAPPE DELLA DISFATTA 
di Fritz Weber

 

«Nelle settimane che seguirono, gli italiani si limitarono a bombardare i nostri forti per due o tre ore al giorno. Ciò avveniva quasi sempre a mezzogiorno. Intanto noi proseguivamo i lavori per rimetterci in piena efficienza.»

 

La Grande Guerra raccontata dall'altra parte delle linee, quella dei nemici austriaci.
A descrivere le carneficine degli attacchi in massa, il terrore dei bombardamenti e l'inferno della trincea è un tenente d'artiglieria che in quei lunghi mesi visse le fasi alterne del conflitto su tutti i settori del fronte italiano. Un'opera di grande valore storico che, nello stesso tempo, rispecchia gli effetti emotivi di un'esperienza sconvolgente, fatta di sudore e sangue, coraggio e rassegnazione.
Dagli altopiani dell'Isonzo al Pasubio, da Caporetto all'ultima offensiva sul Piave del giugno 1918, la dimensione autobiografica si dilata per coinvolgere il destino di centinaia di migliaia di uomini. Tutti uguali nell'orrore, tutti vittime del fuoco che brucia le nazioni.

L'Autore


Fritz Weber (1895-1972) combatté la Prima guerra mondiale nell'esercito autro-ungarico con il grado di tenente d'artiglieria. Con Mursia ha pubblicato Dal Monte Nero a Caporetto e Guerra sulle Alpi (1915-1917).


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