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Testimonianze fra cronaca e storia |
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È
l’8 settembre 1943. Benito Bollati, il «ragazzo di Salò»,
protagonista e autore del libro, ha diciassette anni quando sceglie
di aderire alla Repubblica Sociale Italiana per restare fedele al fascismo
e continuare a lottare per una causa che ritiene giusta e per la difesa
dell’onore d’Italia. Un piccolo «vinto» della storia ricorda la guerra civile in Italia attraverso il diario della propria vicenda umana che segnerà tutta la sua vita e le sue future scelte politiche. Dalla drammatica decisione di continuare a combattere alla lunga detenzione, sino al ritorno in libertà in un’Italia diversa che al primo impatto lo delude e che non riconosce come quella che aveva immaginato nei giorni trascorsi in cella. |
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L'autore |
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| Benito Bollati, nato nel 1926 a Canegrate (Milano) esercita da oltre cinquant’anni la professione di avvocato a Milano dove ha difeso in numerosi processi penali, deputati, esponenti e giovani di destra imputati di vari reati tra cui quello di ricostituzione del partito fascista previsto dalla legge Scelba. Nel settembre del 1943 a diciassette anni aderisce alla Repubblica Sociale Italiana rivestendo l’incarico di commissario del Fascio di Canegrate e comandante del presidio della Brigata Nera «Aldo Resega». Alla fine della guerra, processato e condannato per collaborazionismo, trascorre diciotto mesi in varie carceri italiane. Ha militato nel MSI. È stato consigliere comunale di Milano, consigliere regionale della Lombardia e deputato nazionale per due legislature. |
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