Storia Contemporanea: Serena - Fantasmi del Cansiglio
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Serena - Fantasmi del Cansiglio

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Durante la guerra civile 1944-45 la provincia di Treviso rappresentò una delle zone più martoriate d’Italia e la presenza di numerosi partigiani contribuì a far lievitare il numero dei morti, i corpi dei quali vennero fatti sparire nelle foibe della zona.

I fantasmi del Cansiglio
Eccidi partigiani nel Trevigiano
1944-1945

Antonio Serena
Prefazione di Francesco Lamendola

Pagine: 308 con inserto fotografico
Codice: 14235
EAN 9788842546832
Collana: Testimonianze fra cronaca e storia-1939-1945: Seconda guerra mondiale


«Fra i partigiani ho incontrato persone bene educate e unità ben disciplinate, ma per la maggior parte erano gangster usciti per vantaggi personali e per gloriarsi… Essi stanno costruendo intorno a se stessi una mitologia ricca e completamente falsa che verrà poi per sempre insegnata nelle scuole italiane.» J. R. Reynolds, Amgot in Italy, «The Tablet», 22 settembre 1945

Nel corso della guerra civile 1944-45 la provincia di Treviso rappresentò una delle zone più martoriate d’Italia. La presenza sul Cansiglio di un nutrito gruppo di partigiani bolognesi inviati dai vertici del Partito comunista italiano contribuì a far lievitare lo scontro fra le parti e il numero dei morti in una zona tradizionalmente poco incline alla violenza.

La furia omicida di questi «vendicatori» si sviluppò soprattutto a guerra finita, quando i vinti avevano deposto le armi e si erano arresi, e risultò quindi più facile colpirli. Non poteva del resto essere altrimenti, dal momento che la vantata costituzione di «divisioni», «brigate» e «battaglioni» partigiani in termini di organici si riduceva alla presenza di reparti numericamente poco consistenti che operavano con tecniche di guerriglia basate su sabotaggi, imboscate e azioni «mordi e fuggi», provocando inutili e sanguinose rappresaglie pagate quasi sempre dalla popolazione civile.

Alla prova del fuoco dello scontro frontale nei rastrellamenti del Grappa e del Cansiglio, queste forze, disorganizzate e mal equipaggiate, si sfaldarono riapparendo a guerra finita per occupare città deserte, sfilare da vincitori a fianco degli angloamericani e consumare le ultime vendette su militari e civili, i corpi della maggior parte dei quali – più di 2.000 secondo fonti partigiane – vennero fatti sparire nelle numerose foibe della zona.

Nonostante questo poco lusinghiero album di famiglia, il «mito della resistenza» – un insieme di occultamenti storici, crimini e leggende – ha percorso tutta la seconda metà del XX secolo iniziando a esaurirsi solo dopo il crollo del comunismo in Europa.


L'autore
Antonio Serena è nato a Padova nel 1948 e risiede in provincia di Treviso. Giornalista e scrittore, già docente di Civiltà francese nei licei e parlamentare di quarta legislatura, coordina attualmente la rassegna stampa on line «liberaopinione». Laureato in Lingue e letterature straniere, in Lettere moderne e in Storia, si è specializzato in Storia contemporanea all’Università di Urbino. Ha pubblicato L’epurazione in Francia nel secondo dopoguerra (1982), Oderzo 1945, storia di una strage (1984), I giorni di Caino (1990) e con Mursia La cartiera della morte (2009).

Rassegna stampa
27.11.2011 Il Gazzettino (Treviso)
25.10.2011 Rinascita

Rassegna siti internet
30.01.2012 Archiviostorico





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