Storia Contemporanea: Mikhailov V.-Romanovskij V.: Non bisogna perdonare
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Mikhailov V.-Romanovskij V.: Non bisogna perdonare

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I terribili crimini nazisti perpetrati nei confronti dei soldati italiani in territorio russo, prima e dopo l'armistizio del 1943. Una pagina spietata e indebitamente poco nota della Seconda guerra mondiale.

Qta:

Non bisogna perdonare
V. Mikhailov - V. Romanovski

Pagine: 144
Codice: 13894
EAN 9788842586814
Collana: Testimonianze fra cronaca e storia - 1939-1945: Seconda guerra mondiale


Non bisogna perdonare: questo è l'ammonimento che i due storici sovietici, autori del presente volume, rivolgono al lettore dopo avergli rivelato una tragica pagina ancora sconosciuta sui crimini commessi dai nazisti in territorio russo ai danni dei soldati italiani prima e dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943.

Già infatti quando ancora le truppe italiane combattevano sul fronte russo la ferocia nazista si scatenò contro i nostri soldati colpevoli solo di aver solidarizzato con la popolazione civile o di aver avuto pietà dei detenuti dei Lager. Ma fu dopo l'8 settembre che i tedeschi procedettero ad un vero e proprio massacro dei soldati italiani internati nei campi di concentramento situati nella Bielorussia. Sulla base di inchieste d'archivio, con documenti di fonte sovietica e tedesca, di interviste con civili che furono testimoni oculari, e con ex partigiani russi, gli autori hanno ricostruito alcuni dei più tragici episodi di questa spietata eliminazione in massa.

Costretti a lavori pesantissimi, denutriti, esposti al rigore del clima coperti solo di stracci, alla mercé della ferocia dei guardiani, in pochi mesi decine di migliaia di italiani soccombettero. Infine, all'avvicinarsi delle truppe sovietiche avanzanti, la fucilazione in massa degli ex alleati.

Le cifre al riguardo, tratte dai resoconti del Comando Supremo della Wermacht, sono agghiaccianti.
Dal maggio al novembre 1944 circa quattrocentomila italiani risultano scomparsi dalle statistiche relative ai prigionieri rinchiusi nei vari campi di concentramento esistenti in Germania e nei territori ancora occupati dai nazisti.
Gli autori del presente volume hanno chiarito come e perché morirono questi italiani.






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