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Viazzi L.: 1940-1943: I Diavoli Bianchi

: Non disponibile

: Storia e Testimonianze

: Ugo Mursia Editore

€15,68 €16,50

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1940-1943 I Diavoli Bianchi
Gli alpini sciatori nella Seconda guerra mondiale. Storia del battaglione «Monte Cervino»
Luciano Viazzi

Pagine: 296
Codice: 13811
EAN 9788842501848
Collana: Testimonianze fra cronaca e storia - I libri di Luciano Viazzi
Con inserto fotografico + 6 cartine


Questo libro narra la gloriosa ed affascinante storia degli alpini sciatori, dalle loro lontane origini alla fine della II guerra mondiale, soffermandosi in modo particolare sui reparti tratti dalla Scuola Militare Alpina di Aosta, e primo fra tutti: il battaglione sciatori «M. Cervino», due volte costituito e due volte distrutto. La storia di questo reparto, che ha come simbolo la più bella e possente montagna del mondo, sintetizza la storia di tutti i battaglioni alpini, in quanto ognuno di essi contribuì con almeno dieci uomini in gamba, bravi ed arditi sciatori, alla formazione di questo specialissimo battaglione d'assalto, predestinato alle più ardue e difficili imprese.

Scrive in proposito Mario Rigoni Stern: «A Chivasso si convergeva dal Veneto, dalla Lombardia, dall'Abruzzo, dall'Appennino tosco-emiliano, dalla Liguria e dal Piemonte; e da Chivasso si saliva ad Aosta nelle caserme Testafochi o Mottino o al Castello. Quanti alpini sono passati e ripassati per questa linea ferroviaria? A volte cantando, a volte malinconici, venivano da tutte le valli, dai battaglioni che non hanno numeri ma nomi di paese: Ceva, Dronero, Mondovì, Ivrea, Tirano, Vestone, Bassano, Feltre, Gemona, L'Aquila, (omissis). I ricordi salgono vivi dal profondo che credevi dimenticato per sempre e ritornano visi di compagni con i quali mai più berrai e canterai insieme. Il "Cervino": Il più bello di tutti i battaglioni alpini ed anche il più bel monumento che la natura eresse a loro».

Il libro è come un grande affresco corale, composto da centinaia di drammatiche ed inedite testimonianze di vita vissuta che, intrecciate ed amalgamate fra loro, con notevole abilità letteraria, danno vita alla più realistica e suggestiva epopea alpina. Un po' per la capacità selezionatrice dell'autore ed un po' perché gli aspetti della guerra sono infiniti, ogni testimonianza è un racconto originale a sé stante, una piccola e suggestiva tessera nel grande mosaico della storia. E tutte le testimonianze sono bellissime, talune si direbbero scritte da reduci inconsapevoli di essere potenziali scrittori: ma forse è l'argomento e l'abilità del curatore a renderle così vive e indimenticabili.

Sono ricordi palpitanti e sconvolgenti, appena stemperati dal sorriso scanzonato e gioioso della «meglio zoventù», consapevole della propria forza ma anche di un avverso e crudele destino, dal quale ben pochi riusciranno a scampare. Pagine dure e polemiche, che strappano il velo di retorica, con quale spesso si tenta d'ammantare l'inutile e crudele «gioco» della guerra, ed è la voce dello stesso comandante, capitano Lamberti a ricordarci questa realtà di dolore e di morte, senza per questo voler sminuire l'eroismo ed il sacrificio di tanti bravi soldati.


L'autore
Luciano Viazzi è nato a Nizza Monferrato nel 1930. Fotografo e giornalista, ha scritto oltre trenta saggi sulla storia delle truppe alpine e della Grande Guerra. Con Mursia ha pubblicato: Le aquile delle Tofane, Con gli Alpini sulla Marmolada, I diavoli dell'Adamello, Col di Lana, monte di fuoco, e ha curato il libro di memorie di Paolo Monelli Ricordi di naja alpina.


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