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Toni Capuozzo ricostruisce il «caso marò», una vicenda che ha intrappolato due Paesi amici in un groviglio giuridico condizionato da interessi economici e politici e fatto di estenuanti dibattiti sulla giurisdizione e sull’immunità funzionale.


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Non ti scordar di me

Il Cimitero Monumentale di Milano è un magnifico e sorprendente museo a cielo aperto. Circondato e assediato dal frastuono e dalla frenesia della città dei vivi, si erge silenzioso ed elegante offrendo l'eterno riposo a illustri milanesi che hanno lasciato un segno nella cultura e nella storia della metropoli lombarda. Al di là dei templi, delle statue e dei tanti capolavori disseminati in gallerie e lungo viali fiancheggiati da alberi secolari, i veri protagonisti di questa guida, unica nel suo genere, sono i personaggi, più o meno famosi, che trascorrono l'e-ternità in questo magico luogo di pace e che, con le loro azioni, con i loro meriti, ma anche con i loro difetti, hanno contribuito alla grandezza e allo sviluppo di Milano

 

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La Spia di Stalin

Estate 1921. A Mosca, capitale della giovane repubblica dei Soviet, arriva uno studente italiano. Si chiama Carlo Codevilla, ha 21 anni ed è originario di Tortona, cittadina del Basso Piemonte. In Italia è ricercato per l'omicidio di due fascisti, ma se questo ne fa un fuorilegge nel suo Paese, diventa una nota di merito nell'Unione Sovietica. Viene subito chiamato a lavorare nell'apparato dell'Internazionale comunista e, dopo pochi mesi di apprendistato, è inviato in Germania, con l'incarico di trovare armi da far recapitare clandestinamente in Italia.

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In trincea sul San Michele

La Grande Guerra vista con gli occhi di un soldato del Sud Italia, attraverso le pagine del suo diario ritrovato da un nipote cent'anni dopo. Arruolato il 23 maggio 1915, mandato a combattere dopo poche settimane sul fronte isontino, il sergente Michele Lotti comincia a raccontare dal bombardamento di Bari del maggio del 1915, quindi prosegue con il viaggio in treno a Spilimbergo e poi a piedi fino a Udine, infine nelle trincee sul Monte San Michele e sul Monte San Martino del Carso. Siamo nel pieno della seconda e della terza battaglia dell'Isonzo, tra il luglio e il novembre del 1915.

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Tutto poteva accadere...

Su un muro di montagna qualcuno ha tracciato una scritta: «Don't look back in anger», non guardarti indietro con rabbia. Da quella frase prende spunto Paolo Pillitteri, politico, sindaco di Milano e protagonista degli anni della Prima Repubblica, per ripercorrere, insieme all'amico giornalista Roberto Vallini, i ricordi di una vita. Memorie di momenti privati e pubblici si intrecciano in un dialogo che passa in rassegna pagine luminose e tormentate della storia italiana

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Mollo tutto e faccio il pescatore

Mollare tutto e fare la scelta coraggiosa di diventare pescatore. È un percorso duro quello per poter praticare un mestiere unico al mondo, a diretto contatto con il mare: dallo studio per ottenere l'abilitazione all'esperienza necessaria per apprendere le tecniche e conoscere i luoghi più adatti, allo scontro con le storture della burocrazia e con l'inadeguatezza delle attrezzature portuali.

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I colli di Zanetto



Zanetto, che è il ritratto di una semplicità lombarda, la sa lunga e sa cosa dire e fare a questo mondo. Nato sui colli che chiameremo i Colli di Zanetto, nel luogo di Montichiari, vede ciò che guarda, trascrive quel che ha visto. Come una tovaglia che scuote le briciole da un lato, così è anche questa Lombardia che scuote genti nascenti e provenienti ad accatastarsi nelle città. Se dunque il paesaggio è una tovaglia, Zanetto si situa dalla parte delle mani che la scuotono. Nel tempo si vedrà ma, al momento, lui resta fuori dalla mischia.

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Adriatico

L'Adriatico non è mai stato solo una distesa marina, uno spazio geografico o una frontiera. Per secoli è stato anche un sistema complesso di relazioni, di scambi economici e culturali. Nel corso del Novecento, questa secolare continuità è entrata in crisi e la koinè adriatica è stata schiacciata sotto l'indicibile peso della separazione e delle contrapposizioni politiche. Ma non tutto è perso.

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Di gelo e di sangue




Nel 1914 Umberto viene chiamato alle armi con la divisa degli Asburgo. Inviato in Galizia per combattere contro i russi, viene fatto prigioniero nel gennaio del 1915 e viene internato nel campo di prigionia a Kirsanov. Qui incontra Leonid, l'ebreo che diventerà suo amico, e alcuni commilitoni trentini costretti come lui a soffrire e a concedersi tenui speranze di vita. Una volta divenuto cittadino italiano, tenta con altri duemila irredenti di rientrare in patria, ma fallisce e sarà così costretto a vagare nel gelo invernale della Siberia attraverso la Russia dilaniata dalla guerra civile della rivoluzione bolscevica.

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