Jidi Majia
Poesia e linguaggio
Jidi Majia appartiene alla minoranza etnica cinese Yi, e ciò gli permette di saper integrare con naturalezza il suo punto di appartenenza con la retta infinita della Cina tutta. In questo libro, composto da un quasi rituale trittico di sezioni, si fanno i conti col linguaggio, come esso nasca, sempre riferendosi simbolicamente a «diecimila interlocutori»; linguaggio temprato e addolcito dalle tradizioni, dalla spiritualità degli avi, sempre presenti con la vita e la morte, che non è da nascondere ma qua e là tracima tra i sobbalzi del vivere. Soltanto la lingua è figlia dei millenni e questo toglie la nevrastenia di averla soltanto reduce da un paio di secoli prospicenti. Stabilito il ruolo sconfinato del linguaggio, e quello accennato del poeta, si giunge al luogo, la meta dell’arrivo. Accade l’incontro con il mondo, i suoi materiali, scienze e tecnologie. I binari portano lontano e al ritorno, col denaro e altre lingue, si pronuncia una parola dell’antico idioma e si scopre che la terra promessa è esattamente dove siamo nati e il poeta, se c’è, riesce a mediare il tutto: il Realismo Terminale dell’oggi convive saggiamente con le radici del proprio focolare. Abbiamo preso troppo alla terra, divorate con i polmoni foreste intere e le generazioni future non possono presentare reclamo per il danno subìto al tribunale del presente.
La luce e il buio del mondo trovano in questo poetare una faticosa bussola in cui il respiro ne rappresenta l’esito.
Guido Oldani
Jidi Majia è uno dei poeti più rappresentativi della Cina contemporanea, di fama internazionale, appartenente all’etnia Yi. Le sue opere sono state tradotte in oltre quaranta lingue e pubblicate in centinaia di edizioni in decine di Paesi.
Pagine 108
Euro 15,00
EAN 9788842571469
Collana: Argani
Formato: 14x21 cm
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