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Raimondi M.: Cosa importa se non posso correre

: Copie disponibili in magazzino

: Narrativa Contemporanea

: Ugo Mursia Editore

€11,40 €12,00

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Marinella Raimondi
Cosa importa se non posso correre

 Cosa importa se non posso correre quando posso sentire le mie figlie entrare in casa dicendo: "Ciao, mamma!", posso sentire mia madre sfaccendare in cucina, posso vedere Riccardo e Bianca gironzolare per casa, posso sentire il loro affetto per me e posso vedere, sentire, pensare."

Pagine: 208
Codice: 12994Z
EAN 978-88-425-4392-3
Collana: Memoirs

 


 

Un giorno in casa editrice arrivò un manoscritto. La singolare lettera di accompagnamento diceva: Da anni sono immobile e tenuta in vita da un ventilatore polmonare e vivo una difficile ma sorprendente avventura che ho sentito il bisogno di raccontare "a cuore aperto" con autoironia e senza nascondermi". Fu quel sorprendente a conquistarci. Ora quel manoscritto è diventato un libro. Marinella Raimondi era una donna brillante e realizzata, nella famiglia e nel lavoro, finché sulla soglia dei quarant''anni un ciclone chiamato SLA, la Sclerosi Laterale Amiotrofica, ha sconvolto la sua vita, ha devastato il suo corpo e le ha strappato ogni movimento negandole persino il respiro, che può ricevere solo da una macchina: il respiratore, suo metallico padrone. Se il suo corpo da anni è immobile, la sua mente al contrario corre, e Marinella racconta. Racconta il presente di una malattia atroce e il passato della nostra terra e della sua famiglia: luoghi che non ci sono più, lo scorrere delle stagioni, i profumi... Spesso ride di sé o delle sciocchezze di coloro che credono di correre, osservate dalla sua immobile saggezza. Questa è la strana avventura di Marinella Raimondi, che viaggia su e giù per il tempo e per il mondo in perenne stato di empatia con chi la circonda, mentre il suo corpo resta inerte. Nel suo racconto, eredità preziosa dedicata ai piccoli nipoti, spiega anche come è riuscita a scrivere: una complicata apparecchiatura informatica e un colpo dato al mouse contraendo le gambe per ogni singola lettera, l''unico movimento che la malattia le concede.Lei, testarda, scrive e narra per noi, invocando contro ogni sfortuna il proprio amore per la vita, quasi a proibirci di essere fragili e depressi.

 



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