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De Vecchi C.M.: Il Quadrumviro scomodo

: Non disponibile

: Storia e Testimonianze

: Ugo Mursia Editore

€12,83 €13,50

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Il Quadrumviro scomodo
Il vero Mussolini nelle memorie del più monarchico dei fascisti
A cura di Luigi Romersa
Cesare Maria de Vecchi di Val Cismon

Pagine: 288
Codice: 13769
EAN 9788842586593
Collana: Testimonianze fra cronaca e storia - 1919-1939: vent'anni di pace instabile


Cesare Maria de Vecchi di Val Cismon era solito dire che le «cartacce del suo diario» le avrebbe volute come cuscino che fosse tornato al Creatore. Si trattaca di alcune migliaia di fogli che il «Quadrumviro della Rivoluzione» riempiva frettolosamente e in cui annotava fatti, impressioni, entusiasmi e delusioni della sua lunga militanza politica.

Il diario, che abbraccia un arco di tempo che va dal 1919 al 25 luglio del 1943, viene ora pubblicato in stesura completa a cura di Luigi Romersa in occasione del «centenario mussoliniano»; più che aggiungersi alle altre opere già edite, però, costituisce un'importante testimonianza a sé, dati gli incarichi di alta responsabilità avuti da de Vecchi dalla Marcia su Roma in poi.
Non è esagerato dire che ogni pagina di questo volume contiene una rivelazione, specie per quanto riguarda gli anni che il Quadrumviro ha trascorso in qualità di primo ambasciatore italiano presso la Santa Sede dopo la firma dei Patti Lateranensi. Si tratta di documentatissimi incontri con Pio XI, il «Papa di ferro», e con Mussolini; di sottili e penetranti disamine della situazione religiosa e politica esistente in Italia del periodo caldo e movimentato dei contrasti fra Vaticano, Azione Cattolica e regime fascista.

Di ritorno dalla Somalia, dov'era governatore, de Vecchi raccolse le confidenze e le angustie del Duce dopo il delitto Matteotti e racconta i segreti dei suoi colloqui a Palazzo Chigi dove sedeva un presidente del Consiglio esulcerato, abbandonato da molti collaboratori, più pronto alla rinuncia che all'atto di forza.

In varie circostanze, i rapporti fra il Duce e de Vecchi, legato come nessuno a Casa Savoia (tanto che il Capo del Governo lo chiamava scherzosamente «re di complemento»), risultarono spesso inquinati dalle «inspiegabili» interferenze di Galeazzo Ciano, per la verità in rotta di collisione con numerosi alti esponenti del fascismo.

Lo scoppio della guerra trova in Quadrumviro governatore del Dodecaneso e comandante delle Forze Armate dell'Egeo.
A Rodi, in quel periodo, c'è anche Muti, segretario del PNF, insofferente degli intrighi romani. Sono della stessa epoca gli incontri con Balbo e De Bono, il primo governatore della Libia, il secondo ispettore generale delle truppe d'oltremare.
Nella capitale, si parla di «conciliaboli segreti» dei tre capi superstiti della Marcia su Roma.
Veri? Falsi? Il diario ne dà ampia spiegazione, oltre a rivelare i retroscena dell'attacco alla Grecia, i contrasti insanabili con Badoglio e la verità sull'atteggiamento del maresciallo, allora capo di Stato Maggior Generale, riguardo alle operazioni nel settore greco. Verità che non si leggono nella «storia ufficiale», suffragate, comunque, da documenti d'eccezione.
Le memorie di de Vecchi si concludono nella notte del Gran Consiglio, caratterizzata da incontri quasi clandestini, da telefonate sommesse e da decisioni prese in conciliaboli i cui partecipanti sembravano ormai fuori della realtà.

Dal 25 luglio del 1943, il racconto, sulla base di testimonianze dirette, viene ripreso da Luigi Romersa che accompagna il «protagonista» nel suo esilio argentino, nel suo contrastato ritorno in Patria e nei suoi ultimi giorni di vita, nell'abitazione romana dei familiari.
Un altro brano d'esistenza che rasenta il romanzo.


L'autore
Luigi Romersa è nato mel 1917. Laureato in Giurisprudenza a Parma, iniziò l'attività giornalistica nel 1937 presso la «Gazzetta di Parma». Durante il periodo bellico fu corrispondente di guerra.
Nel 1946 entrò come redattore e inviato speciale al settimanale «Tempo» di Milano per il quale, durante ventisei anni, compì numerosi servizi all'estero. Per «servizio», ha fatto più volte il giro del mondo; ha partecipato alla guerra in Vietnam; ha documentato le rivoluzioni argentina, venezuelana, egiziana e guatemalteca; è stato in Congo per i tragici fatti di Kindu; nel 1956 era a Port Said durante l'attacco anglo-francese, mentre undici anni dopo si trovava in Israele, al seguito delle truppe di Dayan, per la guerra dei «Sei Giorni»; nel 1973 era di nuovo in Israele per la guerra del «Kippur».
Lasciato il «Tempo», ha lavorato per circa un anno a «Gente», dopo di che, sempre come inviato speciale, ha compiuto numerosi servizi per il «Giornale d'Italia», «Il Resto del Carlino» e la «Nazione» di Firenze.
Nel 1955 ha vinto il premio «Massai» per il giornalismo; successivamente, due premi «Massai» per i giornalisti aeronautici e il premio giornalistico «Saint Vincent» per i suoi servizi su problemi internazionali.
Opere: America 2000, Il delitto di Acapulco, Ai confini del Mondo, Spagna, quarant'anni e un giorno, Quattro soldi di pelle, Racconti africani; presso la nostra Casa editrice ha pubblicato nella collana «Biblioteca del mare» il volume All'ultimo quarto di luna.