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Jahier P.: Canti di soldati

: Copie disponibili in magazzino

: Storia e Testimonianze

: Ugo Mursia Editore

€14,25 €15,00

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Canti di soldati
Piero Jahier

Pagine: 96
Codice: 14090
EAN 9788842542919
Collana: Testimonianze fra cronaca e storia - 1914-1918: Prima guerra mondiale


«Ho raccolto questi canti di soldati così alla buona, a memoria... Nel raccoglierli ho ubbidito a una legge sola: che fossero popolari tra noi soldati. La popolarità è una scelta già fatta: vuol dire che corrispondono al nostro sentimento di guerra.»

Piero Jahier, sotto lo pseudonimo di barba Piero (in dialetto genovese zio Piero), volontario tra gli alpini nella Prima guerra mondiale, ha raccolto nel 1918, per L''Astico", il giornale delle trincee da lui curato, i testi dei canti di guerra dei soldati della Prima guerra mondiale. Mursia ripropone questa raccolta che nelle intenzioni di Jahier doveva servire a un reparto che volesse "fabbricarsi un buon coro di soldati senza bisogno di nulla". I canti dei soldati si mescolano a canti popolari, a cori di opere liriche e persino a canzonette per formare un singolare libro in cui attraverso la musica si rivivono momenti cruciali della nostra Storia.


L'autore
Piero Jahier nasce a Genova nel 1884, in una famiglia valdese di origine piemontese. Dopo la morte del padre, comincia a lavorare nelle ferrovie e intanto si laurea in Legge e in Lettere francesi. Nel 1909 conosce Prezzolini e inizia a collaborare alla rivista "La Voce", di cui è responsabile dal 1911 al 1913. Volontario tra gli alpini nella guerra 1915-18, cura la pubblicazione del giornale di trincea "L''Astico" e poi del suo ideale proseguimento "Il nuovo contadino". Nel 1918 viene pubblicato Con me e con gli alpini (riproposto da Mursia nel 2005), mentre nel 1919 esce la raccolta Canti di soldati e sono riunite in volume le prose sparse del racconto autobiografico Ragazzo. Per il suo atteggiamento antifascista viene imprigionato e perseguitato e per tutto il Ventennio e nel dopoguerra svolge un'intensa attività di traduttore. Muore a Firenze nel 1966.


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