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Imbriani V.: Dio ne scampi dagli Orsenigo ( Sasso L.)

: Non disponibile

: Letteratura

: Ugo Mursia Editore

€8,84 €9,30

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Imbriani V. (Sasso L.)
Dio ne scampi dagli Orsenigo

Questo romanzo, pubblicato nel 1876 e ristampato nel 1883, racconta un'insolita storia d'amore. Ne sono protagonisti Maurizio Della-Morte, napoletano, ufficiale di cavalleria, e Radegonda Orsenigo, moglie di Gabrio Salmojraghi, «banchiere o negoziante, non so più cosa, a Milano». Quello che si annuncia come un banale adulterio si rivelerà, ben presto, una trappola micidiale. Il Della-Morte, invischiato da una parte, quella del seduttore, che non ha scelto, legato ad una donna per la quale «non aveva, mai, sentito nulla», resterà alla fine moralmente e fisicamente invalido; la Salmojraghi s'innamorerà dell'ufficiale, sognando in lui l'eroe della passione, invaghita più del proprio desiderio di romantica avventura che delle reali, o presunte, doti del giovane. Di lui, e del proprio sogno cieco e vuoto, resterà custode e carceriera. Liquidati i miti romantici e risorgimentali, incapace di assecondare quelli del verismo, l'Imbriani scava, con il bisturi della parodia, nel linguaggio e nella struttura del romanzo sentimentale, fino a prefigurare, nel volto dei protagonisti, l'ombra delle inquietudini e delle angosce del nostro tempo.

VITTORIO IMBRIANI (Napoli, 1840-1886) visse l'infanzia e l'adolescenza a Nizza e Torino. A Zurigo frequentò lezioni del De Sanctis. volontario nel 1859, combatté poi coi garibaldini a Bezzecca. Trasferitosi nel 1860 a Berlino, fu attratto dall'hegelismo, avvicinandosi a posizioni monarchiche e assolutiste. Nel 1863 tenne un corso di estetica all'Università di Napoli. Spirito irrequieto e polemico, attivo giornalista politico,fu autore di saggi d'arte, letterari e sul folclore, di racconti (Il vivicomburio e altre novelle), poesie e della fiaba politica Mast'impicca. Lontano dagli epigoni del romanticismo come dal nascente naturalismo, operò in una solitudine scontrosa, dedito a studi eruditi e a una forma di scrittura antimanzoniana che traspare in questo romanzo, ricco di arcaismi, allitterazioni e inconsueti giochi verbali.