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Dumas A.: Il conte di Montecristo

: Non disponibile

: Letteratura

: Ugo Mursia Editore

€17,01 €17,90

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Alexandre Dumas

 

 

 

 

L’amore, il tradimento, la vendetta, il perdono. Il conte di Montecristo è il romanzo più avvincente che sia mai stato scritto.

Pagine: 1154
Codice: 21615
EAN 9788842535690
Collana: I classici GUM

 


 

Scritto nel 1844, questo romanzo ha per protagonista il giovane ufficiale di marina mercantile Edmond Dantès che alla vigilia delle sue nozze con Mercedes, vittima di un complotto, viene arrestato e rinchiuso nel castello d’If dove resta quattordici anni. Gli accusatori sono Danglars e Morcerf, il giudice che lo imprigiona è Villefort. Durante la reclusione incontra l’abate Faria, uno strano individuo che gli rivela l’esistenza di un tesoro nascosto nell’isola di Montecristo. Alla morte dell’abate Dantès riesce a evadere sostituendosi al suo cadavere nel sacco usato come bara e gettato in mare. Una volta in acqua si libera e raggiunge l’isola di Montecristo dove si impossessa del tesoro e prende il titolo di conte di Montecristo. Attraverso un’incredibile serie di vicende, colpi di scena e travestimenti, si vendica di tutti i suoi nemici. Alla fine salpa alla volta dell’Oriente in compagnia della dolce Haydée.

 


L'autore

 

Alexandre Dumas nacque a Villers-Cotterêts nel 1802. Rimasto orfano del padre, un generale napoleonico di origine mulatta, fu costretto, ancora adolescente, a lavorare come scrivano presso un notaio. Trasferitosi a Parigi, divenne di colpo celebre facendo rappresentare il suo primo dramma romantico, Enrico III e la sua corte. Da allora intensificò la sua attività di autore drammatico aiutato da una folta schiera di collaboratori. Nel 1844 pubblicò I tre moschettieri, prima parte della trilogia che comprende Vent’anni dopo (1845) e Il visconte di Bragelonne (1850). Incoraggiato dal successo e assillato dal bisogno di denaro, scrisse un gran numero di romanzi storici: La regina Margot (1845), Il conte di Montecristo (1846), La collana della regina (1850). Seguì Garibaldi in Sicilia, e all’impresa garibaldina dedicò Le memorie di Garibaldi (1860) e I garibaldini (1861). Morì a Puys nel 1870.


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