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Lafcadio H.: Il bambino che disegnava gatti

: Copie disponibili in magazzino

: Animali

: Ugo Mursia Editore

€6,45 €12,90

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Il bambino che disegnava gatti
The Boy Who Drew Cats (con testo a fronte)
Lafcadio Hearn

Pagine: 32
Codice: 61159
EAN: 9788879
Collana: Felinamente & Co.

 


 

«Il ragazzo imparava rapidamente tutto quello che il prete gli insegnava ed era molto obbediente nella maggior parte delle cose. Ma aveva un difetto. Gli piaceva disegnare gatti nelle ore di studio, e disegnare gatti quando non si sarebbero dovuti disegnare affatto. Ogni volta che si trovava solo, disegnava gatti. Li disegnava sui margini dei libri del prete e su tutti i paraventi del tempio, sui muri e sui pilastri.»

Tre racconti brevi e intensi. Delle storie spettrali, degli avvenimenti giocati al limite tra sonno e velia, fantasia e realtà. Tutte con protagonisti i felini nelle loro diverse sfaccettature caratteriali. Corredato da testo originale a fronte.

 


 

L'autore

Nato nell’isola ionica di Leucas da madre italo-greca e da padre irlandese, Lafcadio Hearn (1850-1904) fu abbandonato dai genitori in tenera età. (vedi E.A. Poe) e affidato a una anziana parente, che lo mandò a studiare prima in Francia e poi in Inghilterra. È compagno di scuola di Maupassant. Da studente subisce una lesione all’occhio sinistro che lo rende semicieco. A seguito di rovesci economici, la tutrice lo manda a Cincinnati, Ohio, da una parente che, però, si rifiuta di accoglierlo. Malaticcio e inabile ai lavori manuali, Lafcadio incomincia a scrivere per i giornali locali. Viene licenziato per aver sposato una donna nera. Si trasferisce a New Orleans, dove si mantiene malamente facendo il giornalista, scrivendo libri e traducendo dal francese. Trascorre dieci anni spesso in miseria, circondato da gatti e animali vari. Per un anno e mezzo vive alla Martinica, dove scrive sugli animali, sulla vegetazione e sulla vita degli abitanti dell’isola; ritornato in America lavora per un giornale di New York. Si trasferisce in Giappone, dove fa l’insegnante e sposa una giapponese dalla quale ha quattro figli. Traduce e insegna all’Università di Tokyo per sette anni e diventa un interprete della cultura locale. Scrive dodici libri importanti, parte dei quali in lingua, che vengono pubblicati in America, Inghilterra, Francia e Germania. L’Università lo licenzia con sua grande delusione per motivi xenofobici, nonostante la sua cittadinanza. Riceve offerte di insegnare alla Cornell University e a Londra, ma rifiuta perché ormai stanco e ammalato. Muore, per un attacco di cuore, nel 1904 e viene sepolto a Tokyo.

 


 

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